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Riforma dei servizi pubblici in Consiglio dei Ministri, ecco i punti principali

Entra nella sua fase conclusiva la riforma dei servizi pubblici: il decreto attuativo sta per essere discusso in sede di Consiglio dei Ministri, nell’ambito della Riforma della Pubblica Amministrazione voluta dal Governo Renzi.
La bozza del testo, formata da trentadue articoli, riorganizza tutto il mondo dei servizi pubblici, prevedendone un processo di aggregazione con l’istituzione di “ambiti o bacini territoriali ottimali” (veri e propri “distretti”) che puntano a massimizzare l’efficienza ottenendo così “economie di scala”. Come è noto, l’esecutivo prevede per le società partecipate una netta riduzione. Attraverso una serie di requisiti più stringenti si arriverà ad eliminare circa 7.000 società partecipate, scendendo da 8.000 a 1.000. Tra le novità, anche l’introduzione di una consultazione pubblica in grado di coinvolgere le associazioni di rappresentanza e i cittadini.
I Comuni e le Città metropolitane che si occuperanno dei servizi pubblici locali
effettueranno una verifica preventiva nelle forme di una consultazione pubblica, per controllare che le attività non siano già fornite e non possano essere erogate da imprese operanti secondo le normali regole di mercato. I servizi pubblici locali che non sono già gestiti da privati dovranno essere affidati tramite gara d’appalto o società mista o gestione diretta ”in house” o, infine, per i servizi diversi da quelli a rete, con la gestione ”in economia” o ”mediante azienda speciale”.
Tagli anche ai piccoli “conflitti di interesse” e alle parentopoli: i componenti di organi di indirizzo politico, dirigenti e responsabili degli uffici o dei servizi pubblici locali di Comuni e Città metropolitane di vigilanza o controllo e delle stazioni appaltanti non potranno avere incarichi professionali, di amministrazione o di controllo, né inerenti alla gestione del servizio. I divieti valgono anche per i coniugi, parenti e affini entro il quarto grado dei soggetti interessati.
Altre novità sono in arrivo anche per la gestione dei servizi, che dovrà essere affidata unitariamente a quella delle reti e degli impianti, e rimarrà comunque di proprietà pubblica. La gestione ”separata” potrà avvenire solo ”per ragioni di efficienza, tutela della concorrenza o, comunque, in funzione del maggior beneficio per gli utenti” e potrà essere affidata a società miste o ”in house”. La bozza prevede inoltre la possibilità che il servizio dei rifiuti urbani venga affidato ai privati. Novità, infine, anche per le tariffe. I ticket per i trasporti e le bollette di energia e gas dovranno tenere conto della corrispondenza tra costi e ricavi, così da garantire la copertura integrale delle spese.

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