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Quindici n.15: Per fermare gli sprechi d’acqua, l’Italia punta a responsabilizzare i sindaci

Quindici n.15

Roma – PER FERMARE GLI SPRECHI D’ACQUA, L’ITALIA PUNTA A RESPONSABILIZZARE I SINDACI

Fermare gli sprechi, tutti. Cominciando da quelli alimentari per risparmiare acqua, una risorsa che spesso non ci si accorge di buttar via in grandi quantità. I primi paladini di questa nuova forma di “consapevolezza” potranno essere i sindaci aderendo, il 29 settembre da Trieste, al lancio della ‘Carta per amministratori a spreco zero’.
La proposta è stata lanciata da Andrea Segrè – preside della facoltà di Agraria dell’università di Bologna – durante il suo intervento alla settimana mondiale dell’acqua a Stoccolma (unico italiano presente alla kermesse scandinava), in cui è stata ricordata la risoluzione Ue per dichiarare il 2014 anno europeo contro lo spreco e per impegnarsi a dimezzare gli sprechi entro il 2025. Con la Carta anti-spreco, i sindaci non faranno altro che anticipare le azioni indicate nella risoluzione Ue.
Insieme con la riduzione dei consumi e l’adozione di una ‘dieta salva-risorsa’, per Segrè – che è anche presidente di Last minute market (spin-off dell’università), promotrice della campagna ‘Un anno contro lo spreco’ di cui è partner anche Federutility (sia sull’acqua che sull’energia) – “la prima azione da compiere è riuscire a capire come si può risparmiare l’acqua, per esempio, attraverso degli indicatori ‘virtuali’, come l’impronta idrica”.
L’Italia “butta” infatti ogni anno la stessa quantità d’acqua contenuta nel lago d’Iseo, e lo fa soprattutto gettando via il cibo. A livello mondiale se ne sprecano 450 chilometri quadrati. “Quando si butta via del cibo – aggiunge – si getta anche l’acqua dell’intera filiera produttiva che è servita per portare quel prodotto dal campo alla tavola”. Ed è per questo che si arriva al concetto di dieta sostenibile, intendendo non soltanto il risparmio dell’acqua contenuta nel cibo, ma includendo anche la consapevolezza che la risorsa è limitata e locale”.

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