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Gas: nel 2015 è ripartita la domanda, +9%

Freddo nei mesi invernali e grande caldo durante quelli estivi hanno riportato il segno più ai consumi italiani di metano, che chiudono il 2015 con un +9% sul 2014, grazie in particolare alla ripresa della domanda di gas per generare energia elettrica. È quanto emerge dalle  elaborazioni sui dati di Snam Rete Gas e del Ministero dello Sviluppo economico.

Nell’anno appena concluso in Italia si sono consumati 66,9 miliardi di metri cubi, oltre 5,5 miliardi in più rispetto al 2014, ma 2,5 in meno rispetto al 2013 e oltre 19 miliardi in meno (il 22,4%) rispetto al massimo storico del 2005. Si è dunque interrotta una flessione che continuava dal 2008, con la sola eccezione del 2010, anno caratterizzato da temperature ben al di sotto della media e di gran lunga il più freddo dell’ultimo decennio.

Nel dettaglio, i consumi residenziali e dei servizi, che rappresentano più del 40% della domanda complessiva, hanno segnato un +9,4% a 1,3 miliardi di metri cubi. Ancora più significativo è stato il recupero della domanda di gas naturale per generare energia elettrica (+16,5% a 20,7 miliardi di metri cubi). In calo, invece, la grande industria (-3,1% a 12,7 miliardi), settore per il quale la flessione rispetto al 2005 è addirittura del 32,8%.

Il recupero della domanda di gas naturale per generare energia elettrica ha beneficiato del caldo estivo (che ha portato un notevole e diffuso ricorso all’aria condizionata) e delle difficoltà accusate dalla produzione idroelettrica, molto inferiore alla media a causa della scarsa piovosità.

Non sono ancora disponibili i dati relativi ai consumi delle automobili alimentate a metano, tuttavia dopo il record dei primi sei mesi del 2015, con l’aumento di oltre il 7% rispetto allo stesso periodo del 2014, anche quest’anno si supererà il miliardo di mc, consolidando il trend di crescita che prosegue da oltre dieci anni.

Passando all’offerta, nel 2014 l’Italia ha importato in tutto 60,8 miliardi di metri cubi, il 9,8% in più del 2014 (l’1,2% in meno del 2013), mentre continua la flessione della produzione nazionale ormai al di sotto dei 6,5 miliardi, il 6,4% in meno del 2014.

Nel solo mese di dicembre invece l’import è aumentato del 21,6% rispetto all’analogo debolissimo mese del 2014.

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