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Federutility punta sull’efficienza del servizio. Bazzano: non siamo srl comunali

 

 

 

Dopo l’annuncio dell’Autorità alla Conferenza nazionale sulla regolazione idrica i gestori idrici si schierano dalla parte di Bertoni. Bazzano: “Elevare gli investimenti per crescita occupazionale e qualità ambientale”. Durante l’assemblea dell’organizzazione il presidente sottolinea che le utility non possono essere regolate come le società comunali che gestiscono le pulizie o l’informatica. Gli Ato non decollano.

 

 

“I gestori idrici italiani sono al fianco dell’Autorità per l’energia elettrica, il gas e l’acqua per l’efficientamento del sistema idrico nazionale. Elevare la qualità del servizio idrico è un impegno che i Gestori assolvono da sempre, con competenza tecnica e conoscenza dei territori di riferimento”.

Così il presidente di Federutility, Roberto Bazzano, commenta la Conferenza nazionale sulla regolazione idrica organizzata a Milano dall’Autorità. Da due anni (decreto legge 201/2011), all’Autorità sono stati attribuiti compiti di regolazione e vigilanza anche sui servizi idrici italiani, superando anni di governance frammentata e talvolta incoerente.

“Federutility, che associa tutti i gestori idrici italiani, continuerà il suo impegno di supporto all’Autorità, forte del radicamento sui territori e del know how acquisito in quasi 100 anni di servizio. Con l’attribuzione all’Autorità dei compiti di vigilanza e regolazione sui servizi idrici, il quadro della governance si è fatto più ordinato, sebbene permangano sovrapposizioni di competenze tra i livelli nazionali e regionali che rendono ancora farraginoso il processo di pianificazione e di gestione della risorsa idrica. All’Authority– conclude Bazzano – spetta un compito oneroso, attraverso la definizione di un metodo tariffario che si mostri capace di sostenere l’ingente fabbisogno di investimenti del settore. Non mancherà il nostro supporto, dialettico e talvolta critico, al raggiungimento di un obiettivo atteso da oltre vent’anni”.

In occasione dell’assemblea della Federutility, che si è svolta nei giorni scorsi, il presidente Bazzano ha osservato inoltre che le aziende che gestiscono acqua, gas, energia e rifiuti “non possono essere regolate come le srl comunali che gestiscono le pulizie o l’informatica”.

Questo l’appello rivolto dal presidente di Federutility, Roberto Bazzano, al Governo.

“Il mondo delle partecipazioni societarie degli enti locali ricomprende due universi totalmente distinti tra di loro le società strumentali e le imprese di gestione dei servizi pubblici. È urgente fare chiarezza ed evitare generalizzazioni”.

In uno studio condotto dalla Fondazione Utilitatis si dice che “nell’insieme delle 3.819 società di capitale partecipate dagli enti Locali, i servizi pubblici locali (acqua, energia, gas, rifiuti) rappresentano solo il 29,2% del totale. Nel 2011 hanno fatto registrare un valore della produzione di 40,2 miliardi di euro e generato utili per gli enti locali (al netto delle imposte) per 604 milioni”. Mentre “le altre società strumentali, partecipate dai comuni, non hanno a che fare con la pubblica utilità , sono oltre 2.700 e hanno dato luogo a perdite nette per 107 milioni”.

Nell’acqua si è “ancora in difficoltà . Sui 92 Ato istituiti, 19 non hanno mai affidato il servizio. Il principale effetto della situazione è la sopravvivenza di realtà gestionali assolutamente incapaci di accedere al mercato del credito e di realizzare gli investimenti necessari a garantire un servizio in linea con gli standard nazionali e comunitari”.

Fonte: www.e-gazette.it

 

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