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Commissione rifiuti: sulla tariffa puntuale l’obiettivo è lontano. WAS: meno del 3% degli italiani ha questo sistema.

L’obiettivo di applicare il principio “chi inquina paga” nella determinazione della tassa sui rifiuti non è stato ancora raggiunto. È quanto emerge dalla relazione sull’applicazione e la riscossione della tassa sui rifiuti (Tari) approvata dalla commissione Ecomafie e presentata nel corso di una conferenza stampa dalla presidente Chiara Braga.

Per la commissione, che ha basato l’indagine sull’acquisizione di dati dai capoluoghi di provincia, è quindi “auspicabile la definitiva adozione, da parte delle amministrazioni locali, di un sistema di misurazione puntuale che, tra l’altro, la tecnologia odierna riesce a garantire anche a costi sostenuti: si potrebbe così giungere alla pesatura ed alla tracciabilità dei rifiuti in maniera rigorosa, con l’esatta attribuzione delle precise quantità alle rispettive utenze”.

L’ultimo Annual Report del Waste Strategy – WAS di Althesys, rileva infatti che la diffusione della tariffa puntuale è ancora molto limitata: solo 280 Comuni per 2,8 milioni di abitanti circa hanno adottato questo sistema.

Un’altra criticità messa in evidenza dalla relazione riguarda il ricorso indiscriminato da parte di alcune attività produttive all’assimilazione dei rifiuti speciali prodotti a rifiuti urbani, con la conseguenza di far finire il costo della loro gestione in capo al pubblico, e di rimando, sulla Tari. Per la commissione, dunque, “è necessario veder approvato quanto prima il decreto sulla determinazione dei criteri qualitativi e quantitativi per l’assimilazione ai rifiuti urbani dei rifiuti speciali non pericolosi, allo stato in corso di predisposizione da parte del ministero dell’Ambiente, d’intesa con quello dello Sviluppo economico”.

Per la presidente della commissione “vi è infine un rapporto stretto tra mancati introiti e la ridotta efficienza dei servizi: vi è senza dubbio una componente sociale, ma c’è anche un aspetto che incrocia sicuramente la questione dei controlli e delle procedure di recupero coatto”. Da questo punto di vista, la relazione rileva come “i meccanismi di controllo e le procedure coattive di riscossione appaiono sicuramente migliorabili: i risultati negativi in termini di incasso inducono ad una attenta riflessione sulla revisione delle tecniche di fidelizzazione al pagamento da parte dell’utenza, evidentemente supportata da un innalzamento degli standard qualitativi del servizio reso”.

 

 

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