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Expo, una gestione idrica efficiente in agricoltura vale 17 miliardi

28 luglio 2015 News 0

L’impiego efficiente delle risorse idriche è in tutto il mondo tra i principali fattori chiamati a garantire la sostenibilità alimentare ed economica, specie nelle aree a maggiore rischio di siccità. Se l’Italia, per esempio, investisse nella gestione avanzata e sostenibile dell’acqua in agricoltura, potrebbe godere di benefici complessivi tra i 9,7 e i 17,3 miliardi di euro in trent’anni. La stima è contenuta nello studio presentato questa mattina a Expo Milano 2015 da Alessandro Marangoni, coordinatore della ricerca e Ceo di Althesys, nel corso del convegno “Nutrire il pianeta, acqua per la vita. La gestione della risorsa idrica strategica per la sostenibilità alimentare”. L’incontro, organizzato da Irritec e Althesys, ha analizzato la relazione che intercorre tra il settore agroalimentare e quello idrico, alla luce dei diversi impieghi dell’acqua – tra uso agricolo, civile e industriale – e sul ruolo al quale sono chiamati i diversi attori coinvolti.
“L’acqua – ha sostenuto Marangoni – è un fattore cruciale per la competitività dell’agricoltura italiana, considerato che le produzioni irrigue costituiscono l’80% delle esportazioni. Il ricorso a politiche efficienti ed innovative nella gestione idrica consente notevoli benefici da un punto di vista economico, ambientale e sociale”.
L’ottimizzazione nella gestione dell’acqua – suggerisce la ricerca – deve essere inquadrata comunque in una logica di sistema. Da un lato occorre considerare tutte le diverse aree di intervento e quindi i metodi irrigui (l’irrigazione a goccia e la microaspersione rispetto all’aspersione), i modelli gestionali a supporto agli agricoltori, le nuove tecnologie, come i sistemi di consegna automatizzati e le reti di adduzione e distribuzione che sostituiscono i canali a cielo aperto più inefficienti.
Dall’altro lato bisogna coinvolgere tutti i diversi stakeholder: aziende agricole, consorzi di bonifica, utilities, industria e istituzioni, al fine di definire politiche coerenti e coordinate tra tutti i soggetti e nell’obiettivo ultimo di premiare le produzioni più efficienti e a maggiore valore aggiunto.

A cura di e-gazette.it

Ricerca sulle Corporate university, i dati sulla formazione di HerAcademy

28 maggio 2015 News 0

Non più formazione come un obbligo o una formalità da sbrigare una tantum, ma un investimento che fa parte della strategia dell’azienda e che porta frutti in termini di crescita, sviluppo della competenze e risultati economici.

È quanto emerge dal Rapporto 2015 sulle Corporate University italiane, stilato dal Dipartimento di management dell’Università La Sapienza di Roma in collaborazione con Assoknowledge, associazione italiana dell’Education e del Knowledge che fa capo a Confindustria e che riunisce le imprese di formazione delle risorse umane. La ricerca, presentata in un convegno al Senato della Repubblica a Roma nei giorni scorsi, ha visto il Gruppo Hera tra le aziende selezionate per l’indagine.

La multiutility emiliano-romagnola, infatti, ha creato dal 2011 una Corporate University interna per garantire nel tempo i migliori standard formativi ai suoi 8.500 dipendenti, attraverso la programmazione di corsi e workshop che utilizzano risorse interne per il 50% delle docenze. Quindi, sono gli stessi manager del Gruppo che mettono a frutto le competenze acquisite e i valori aziendali per condividerli al proprio interno.
Nel 2014 HerAcademy ha erogato 28 ore di formazione pro capite, un dato che mette Hera ai primissimi posti dei ranking nazionali in termini di quantità di tempo dedicato. La formazione, inoltre, ha interessato praticamente tutti i dipendenti: l’anno scorso ne ha beneficiato il 97% del personale.
Sotto la lente 35 aziende – Il Rapporto 2015 ha censito circa 35 aziende in Italia che hanno una Corporate University interna, tra cui grandi gruppi come Unipol, Telecom ed Enel. La novità emersa nel corso del convegno è che, nonostante la crisi, gli investimenti sul cosiddetto “capitale umano” sono stati potenziati, perché giudicati appunto strategici e d’aiuto nel conquistare competitività sui mercati. Le Corporate University italiane, oggi, fanno formazione a 360 gradi: corsi introduttivi per i neo assunti, aggiornamenti per lo sviluppo delle competenze dei manager, lezioni che vanno a colmare gap specifici di competenze o che puntano a futuri sviluppi di business. Un lavoro intenso, per molte realtà del Paese, che oggi significa sempre di più non solo affinare i curricula dei propri lavoratori ma creare valore aggiunto.
Secondo l’indagine, il 40% delle imprese intervistate dedica un budget compreso tra 1 e 5 milioni di euro che, nel 43% dei casi, è compreso tra l’1 e il 6% del fatturato. Inoltre, nel 60% circa dei casi la Corporate University dispone di una struttura fisica dedicata e nell’82% anche di un proprio logo, al fine di rendere visibile, all’interno e all’esterno, l’investimento in “education” dell’impresa. Proprio come nel Gruppo Hera: HerAcademy ha infatti un suo luogo e sale apposite presso la sede centrale del Gruppo a Bologna.
Il Rapporto, infine, sottolinea anche i punti su cui si dovrà migliorare, per esempio in riferimento ai supporti multimediali e all’utilizzo di tecniche di “net-learning”, quindi di corsi fatti on line e messi in condivisione con i colleghi.
“Da sempre ci collochiamo tra le aziende che investono di più sulle persone, sulla formazione e sul welfare aziendale. Il capitale umano è la nostra risorsa principale, con cui vogliamo condividere i valori distintivi della nostra cultura aziendale: HerAcademy è lo strumento di cui siamo dotati per usare lo sviluppo delle competenze come leva di crescita” ha commentato Giancarlo Campri, Direttore Centrale Personale e Organizzazione Gruppo Hera. “La nostra Corporate University fornisce formazione a tutti i livelli: dai neoassunti ai profili manageriali, fino al personale operativo, che partecipa a progetti ad hoc come la Scuola dei Mestieri, sul passaggio di conoscenze tecniche tra gli operatori. Infine, a garanzia di un investimento continuo sulle persone e in particolare sui giovani, stiamo provvedendo quest’anno a oltre 200 assunzioni, tra cui un centinaio di tirocini”.

Notizia a cura di e-gazette.it

L’Autorità avvia un procedimento sanzionatorio per Irisacqua

27 maggio 2015 News 0

Con la delibera 193/2015/S/idr, l’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico (Aeegsi) ha avviato un procedimento sanzionatorio nei confronti di Irisacqua, gestore del servizio idrico integrato nell’Ato Orientale Goriziano, per l’accertamento di violazioni della regolazione tariffaria.

Il procedimento è frutto dell’attività ispettiva svolta dall’Autorità insieme al Nucleo speciale Tutela mercati della Guardia di finanza presso la sede di Irisacqua il 13 e 14 novembre scorsi. Dalle verifiche effettuate è emerso che il gestore potrebbe aver trasmesso informazioni erronee e non aver osservato le procedure prescritte nell’ambito della raccolta dati avviata dall’Autorità ai fini della regolazione tariffaria del servizio idrico integrato; si è riscontrata inoltre una mancanza di raccordo tra i valori desumibili dalla documentazione contabile dell’azienda e quelli riportati nella modulistica trasmessa all’Aeegsi così come un difetto di veridicità di alcuni dati.
Il procedimento sanzionatorio, di cui è responsabile il direttore della Direzione sanzioni e impegni dell’Autorità, prevede un’istruttoria della durata di 180 giorni dalla notifica del provvedimento, entro 90 giorni dal termine della quale sarà adottato il provvedimento finale. Irisacqua potrà presentare, entro 30 giorni dalla notifica, i propri impegni.

Notizia a cura di e-gazette.it

Trimestrale Acsm-Agam, risultati in netto miglioramento

26 maggio 2015 News 0

Il consiglio di amministrazione di Acsm-Agam, ha esaminato e approvato i risultati consolidati del primo trimestre 2015.

Il Margine Operativo Lordo è pari a 16,7 milioni di euro (erano 13,4 milioni nel primo trimestre 2014, +24,4%), il Margine Operativo Netto ammonta a 15,1 milioni (8,3 milioni nel I trimestre 2014, +81,2%). Il risultato netto del Gruppo è pari a 8,8 milioni di euro (3,9 milioni l’anno scorso) e l’indebitamento complessivo ammonta a 113,2 milioni (137,5 milioni a fine 2014), in riduzione di oltre 24 milioni di euro. L’andamento climatico più favorevole, afferma la società in una nota, ha migliorato i risultati della vendita di energia: in aumento anche i risultati dell’area Reti.

Notizia a cura di e-gazette.it

A2a inaugura il primo impianto solare termico per teleriscaldamento del Sud Europa

25 maggio 2015 News 0

Realizzato da A2A attraverso Varese Risorse, contribuirà a produrre calore da fornire agli edifici tramite la rete di distribuzione realizzata in città.

Il teleriscaldamento solare è una tecnologia diffusa e oramai consolidata in Danimarca, della quale esistono alcuni esempi anche in Svezia, Germania e Austria.

L’innovativo impianto produrrà calore da fonte completamente rinnovabile e andrà a sostituire la produzione degli altri impianti “storici” del teleriscaldamento già gestiti a Varese dal Gruppo A2A.

L’impianto è integrato con la rete cittadina e consente lo stoccaggio di acqua, prima della distribuzione, in serbatoi della capacità di 430 m3.

Caratteristiche dell’impianto – L’impianto solare produrrà in un anno 450 MWh di energia termica, pari al fabbisogno di acqua calda sanitaria di 150 appartamenti, evitando il ricorso a combustibili fossili per 43 tep (tonnellate equivalenti di petrolio) e generando quindi un vantaggio sia economico sia ambientale. Grazie a questo impianto verrà anche evitata, ogni anno, l’emissione in atmosfera di 108 tonnellate di CO2.

“Quello che si inaugura oggi – ha detto Il presidente di A2A, Giovanni Valotti – è un impianto innovativo, che produce calore da fonte rinnovabile distribuendolo attraverso una rete di teleriscaldamento urbano. Coniuga l’innovazione, perché è il primo impianto di questo tipo in Italia e nel sud Europa, con i valori di tradizione e legame col territorio”.

L’amministratore delegato, Luca Valerio Camerano, ha poi aggiunto: “il progetto di Varese è per A2A particolarmente significativo perché si colloca, insieme ad altri progetti come l’illuminazione pubblica a LED di Brescia, Milano ed altre città lombarde, o i progetti pilota sulle smart grid, all’inizio del percorso disegnato dal nuovo piano industriale. Un percorso in cui sono molte le attività che offrono vantaggi ambientali, economici e sociali, sia per l’azienda, sia per il territorio. Un percorso che punta a costruire alla fine del quinquennio una nuova A2A, con un portafoglio industriale più bilanciato e profittevole, in grado di cogliere le opportunità che si apriranno nella Green Economy e nelle Smart City. Siamo pronti a replicare l’esperienza di Varese anche in altre realtà.”

La realizzazione dell’impianto ha portato benefici alla zona anche dal punto di vista paesaggistico, con la sistemazione del verde a cui seguirà la creazione di percorsi pedonali.

Notizia a cura di e-gazette.it

L’Ato di Varese aderisce al Piano Infrastrutturale Acquedotti di CAP Holding  

25 maggio 2015 News 0

Anche l’ATO di Varese ha aderito al progetto PIA (Piano Infrastrutturale Acquedotti) promosso da Gruppo CAP.

Il Piano Infrastrutturale Acquedotti è un progetto per la gestione condivisa di tutti i dati ambientali relativi al sottosuolo. Questo progetto ha l’obiettivo di conoscere con precisione la qualità e la composizione del terreno sottostante, al fine di pianificare e progettare la realizzazione di nuovi lavori avendo a disposizione un enorme quantità di dati in grado di determinare le modalità migliori di intervento.

Con la firma della convenzione tra l’ufficio d’Ambito della Provincia di Varese e CAP Holding, a cui hanno partecipato anche le aziende del territorio Asc, Lura Ambiente, Prealpi Servizi, SAP, Agesp e Amsc, si è dato così il via alla collaborazione nella gestione e condivisione delle informazioni e dei dati relativi alla risorsa idrica nei territori di competenza. Nel dettaglio, il progetto prevede lo sviluppo di un sistema di supporto alle decisioni basato sulle caratteristiche idrogeologiche e idrochimiche degli acquiferi, idrologiche dei corsi d’acqua superficiali, meteorologiche ed infine di quelle idrauliche di impianti e reti acquedottistiche presenti sul territorio.

Si tratta quindi di uno strumento che si basa su presupposti scientifici innovativi e complessi con capacità previsionali e di supporto alle decisioni, manageriali e strategiche, che potrà consentire una gestione sostenibile delle risorse attraverso una robusta ed affidabile struttura di analisi.

“La nostra azienda continua ad investire in ricerca e sviluppo – ha detto Alessandro Russo, presidente di Gruppo CAP – promuovendo il Progetto PIA. Per un’azienda idrica è importante avere a disposizione informazioni tali da permetterle di agire tempestivamente ogni volta sia necessario un intervento. Il nostro impegno per offrire un servizio efficiente ai cittadini non può prescindere dal puntare su innovazione e conoscenza”.

Notizia a cura di e-gazette.

Acqua: il Governo convoca Regione Sicilia, c’è il rischio di commissariamento

24 maggio 2015 News 0

Il governo nazionale ha convocato il governo regionale e il presidente dell’Assemblea regionale siciliana Giovanni Ardizzone per il 21 maggio, poiché l’isola è l’unica regione in Italia a non aver individuato gli enti di governo del sistema idrico entro il 2014, così come previsto dello Sblocca Italia.

Lo rende noto l’ assessore regionale all’Energia e ai Servizi di Pubblica utilità Vania Contrafatto, spiegando che la non approvazione in Finanziaria dell’emendamento proposto dal governo per l’individuazione degli Ato idrici “comporterà il rischio del commissariamento per la Sicilia”. La mancanza degli enti di governo impedisce, di fatto, gli affidamenti ai gestori unici entro il 30 settembre. E senza gestori unici sono a rischio anche le risorse per questo settore. Il governo Crocetta aveva presentato un emendamento in commissione, ma è stato stralciato: “Ancora una volta gli interessi particolari hanno prevalso su quello superiore dei cittadini. Dialogheremo con il governo nazionale per evitare il commissariamento e l’infrazione”, conclude Contrafatto.

Notizia a cura di e-gazette.it

Video Finale Top Utility III Edizione

6 febbraio 2015 News 0

Guarda il video realizzato dalla Camera di Commercio di Milano, in occasione della Finale della III Edizione di Top Utility,  che si è tenuta a Milano il 4 febbraio 2015 – presso la Camera di Commercio di Milano:

 

SMAT, HERA E IREN: AL VIA I PROGETTI DI RICERCA APPLICATA NEL SERVIZIO IDRICO

18 novembre 2014 News 0

A distanza di sei mesi dall’accordo tra Smat, Hera e Iren, che ha dato il via alla regia unificata per una significativa attività di collaborazione tra i rispettivi centri di ricerca, ecco che l’alleanza muove i primi passi operativi. Si tratta della prima esperienza in Italia di collaborazione sulla ricerca applicata e l’innovazione tra aziende leader nel settore.

I primi 9 progetti sono stati presentati in una conferenza stampa presso il Centro Ricerche SMAT.
I nuovi progetti hanno come comune denominatore lo sviluppo industriale di tecniche e di sistemi per ottimizzare l’efficienza di reti e impianti, riducendone i costi gestionali, e per affinare i trattamenti e i sistemi di controllo della risorsa idrica distribuita. Si concentreranno sulla messa a punto di sofisticate tecniche di controllo on line e sul monitoraggio delle acque. In particolare, si studieranno sistemi innovativi per ridurre l’impatto ambientale della potabilizzazione e depurazione delle acque reflue, modalità smart per la disinfezione nella distribuzione (con dosaggio controllato e allerte nel caso di contaminazioni), sistemi di analisi in tempo reale della qualità dell’acqua su dispositivi mobili e metodi statistici per l’elaborazione del fabbisogno idrico. Altro interessante filone è quello dello studio e dell’elaborazione dei dati che arrivano ai centri di telecontrollo reti e impianti: permetteranno di migliorare le analisi predittive su eventuali anomalie e i piani di manutenzione programmata.
Per la realizzazione dei 9 progetti verranno effettuati investimenti per oltre 1,2 milioni di euro e saranno impiegati 21 ricercatori per i prossimi 2 anni. Con l’applicazione a regime dei risultati della ricerca il ritorno economico, valutato in un arco temporale di 5 anni, è di 4,8 milioni di euro.
“Questa partnership ci rende orgogliosi, perché ci fa fare un altro passo avanti: uniamo risorse e know-how tra soggetti che si sforzano ogni giorno di garantire servizi essenziali come quello idrico – ha dichiarato Salvatore Molé, Direttore Centrale Innovazione del Gruppo Hera -. Nei prossimi 30 anni si prevedono 60-65 miliardi di investimenti per il settore idrico: ciò sta a significare che è necessario impegnarsi in attività mirate per non disperdere le risorse economiche a disposizione – ha spiegato il Presidente Iren Francesco Profumo – . Al riguardo cito HORIZON 2020, il programma europeo per la Ricerca e l’Innovazione che supporterà i progetti di ricerca di base e applicata finalizzata a creare innovazione, sviluppo sociale ed economico nell’arco temporale 2014-2020. Le collaborazioni che le nostre Aziende stringono con le Università ed Enti di ricerca sono dunque un importante strumento attraverso il quale sviluppare competenze con ricadute economiche sul territorio”. “Il punto di forza di questo Accordo è insito nelle finalità e nelle modalità con cui verrà sviluppata la ricerca condotta a regia congiunta. Attraverso l’attivazione di gruppi interdisciplinari sono state individuate le aree di ricerca applicata ad alta innovazione, sulle quali lavorare in modo condiviso” ha detto l’Amministratore Delegato di Smat, Paolo Romano. “In sei mesi – ha aggiunto – sono stati selezionati i 9 progetti che rispondono al conseguimento di una migliore qualità del servizio e che hanno una ricaduta industriale. Quindi sono stati definiti ruoli, attività e costi. L’onere complessivo ammonta a 2,8 milioni di euro, compreso il costo di 21 ricercatori, ed è previsto per i primi 5 anni di sfruttamento a regime delle ricerche un rientro di 4,9 milioni di euro. Questo significa dare occupazione, migliorare la qualità del servizio e far crescere l’industria italiana a sostegno dei gestori del servizio idrico, con un risultato economico positivo per le 3 Aziende”.

A cura di www.e-gazette.it