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Amga Udine, il 24 gennaio il cda deciderà per l’ingresso in Hera

15 gennaio 2014 News 0

 

 

 

Il prossimo 24 gennaio è atteso il via libera da parte del Cda di Amga, la multiutility friulana coinvolta nel progetto di aggregazione con Hera, che dovrebbe essere operativo fra maggio e giugno.  Il comune di Udine avrà una quota della nuova Hera intorno al 2,5% del capitale. Tecnicamente, ricorda Reuters, l’operazione “prevede la fusione fra Acegas-Aps e Amga, con sede legale a Trieste; la società sarà poi controllata dal gruppo Hera, ma con radicamento territoriale nel Friuli-Venezia Giulia”.

Gli advisor stanno lavorando sui concambi in vista della presentazione del progetto alla Camera di Commercio a fine gennaio. L’accordo sottoscritto da Hera e il comune di Udine lo scorso 5 settembre prevedeva lo sviluppo in esclusiva del progetto di aggregazione entro centoventi giorni. Esclusiva che di fatto è già scaduta. In realtà, a dare il via libera alla fusione sarà un nuovo Cda di Amga, perché gli attuali quattro rappresentanti del comune di Udine si sono dimessi “in polemica con l’amministrazione comunale. Il consiglio chiedeva più tempo per approfondire il progetto di fusione”, dice una fonte dell’opposizione, che annuncia anche la presentazione di un esposto alla Corte dei Conti, perché il progetto di fusione non sta avvenendo attraverso una gara pubblica.

Udine detiene il 61,32% del capitale di Amga ed esprime quattro consiglieri, E.On Italia con il 21,93% ha diritto a un altro consigliere, c’è poi Acegas-Aps che ha il 5,24% del capitale. Il comune di Udine ha quindi una salda maggioranza in consiglio per fare passare il progetto.
A spingere verso l’aggregazione con una realtà più grossa come la bolognese Hera sono le gare per l’acquisizione della gestione della distribuzione del gas nel 2015. Dopo la fusione con Acegas-Aps, Hera è molto forte nel Triveneto, dove è presente anche Italgas. Il rischio, in caso di mancato ottenimento delle concessioni, sarebbe quello di perdere 250 posti di lavoro.

A cura di www.e-gazette.it

 

 

 

Roma, il sindaco Marino sceglie Strozzi (ex Amiat e Acam) per guidare Ama

14 gennaio 2014 News 0

 

 

Alla fine ha prevalso la linea del sindaco di Roma, Ignazio Marino. L’Ama, l’azienda di igiene urbana della capitale, avrà un nuovo presidente con le deleghe dell’amministratore delegatoall’interno di un consiglio di amministrazione composto da tremembri. Il nome scelto dal comune è quello di Ivan Strozzi,68enne già ad nelle municipalizzate dei rifiuti di Torino(Amiat) e La Spezia (Acam).A completare il cda a tre di Ama ci sarannodue dirigenti amministrativi del comune di Roma, Carolina Cirilloe Rita Caldarozzi.

“Secondo me, secondo il sindaco Marino e secondol’assessore Strozzi è una persona che ha proprio la caratteristica del capo azienda con le idee molto chiare.Sull’età c’è stata una discussione anche molto importante colsindaco, pure lui era perplesso sotto questo aspetto ma è unapersona che ha molta forza”. Così il direttore esecutivo di Romacapitale, Massimo Bartoli, ha illustrato in commissione Ambientele ragioni che hanno portato il comune a scegliere Strozzi.

“Abbiamo pensato anche a un 40enne o a un 45enne – ha aggiunto Bartoli – , ma in questo momento per essere riconosciuti nellamacrostruttura di Ama serve una persona con autorevolezza edesperienza. Avevamo bisogno di una persona forte che desse unascossa importante e avesse le idee chiare nell’immediato e nelfuturo”.

Bartoli ha anche ricordato il percorso che ha portato allanomina. “Il lavoro fatto è stato diviso in tre fasi:abbiamo raccolto circa 70 curriculum da Roma e dall’Italia. È stato fatto un primo screening per l’individuazione della figura di ad dell’Ama sulla base di titoli studio e professionalità acquisite durante l’esperienza lavorativa, ne abbiamo quindi selezionati circa 30 e di questi 12 dellepersonalità che ritenevamo adeguate. PoiMarino ha messo in agenda queste persone, le ha incontrate con mee l’assessore, abbiamo risentito i candidati almeno un paio divolte, il cerchio si è ristretto e sulla base delle indicazionisia mia che dell’assessore abbiamo ritenuto che Ama avessebisogno di una persona con le sue caratteristiche”.

A cura di www.e-gazette.it

 

Ad Aosta annunciate tre nuove Case dell’acqua

13 gennaio 2014 News 0

 

La realizzazione di due case dell’acqua nella primavera del 2014 e di una terza nei primi mesi del 2015, a Entrebin, è stata annunciata nell’ambito dell’appalto per la gestione dei rifiuti ad Aosta. L’occasione è stata la presentazione del calendario 2014 del Comune di Aosta di uno stradario per la raccolta porta a porta dei rifiuti e le indicazioni delle varie zone di conferimento. La realizzazione delle case dell’acqua si inserisce nel progetto della riduzione degli imballaggi. Arricchito con immagini raffiguranti Aosta tra gli anni ’40 e ’60 fornite dal Brel, “il calendario sarà distribuito alle famiglie aostane da lavoratori socialmente utili”, ha spiegato in conferenza stampa l’assessore all’Ambiente Delio Donzel. “Per il 2014 l’obiettivo è il cambio di passo nella raccolta differenziata, superando l’attuale quota del 50 % per raggiungere il 65 % previsto dalla normativa”, ha annunciato il dirigente comunale Marco Framarin.

A cura di www.e-gazette.it

Aquae 2015, Venezia sarà capitale dell’acqua nell’anno dell’Expo

11 gennaio 2014 News 0

 

 

È stato presentato all’Hotel Excelsior di Roma il progetto Aquae 2015, in programma a Venezia da maggio ad ottobre 2015, contestualmente all’Expo di Milano da cui è patrocinato. Aquae 2015 è un articolato programma di fiere, esposizioni e convegni, organizzati da Expo Venice, società fieristica di Venezia, che avrà come tema l’acqua, nella sua qualità di elemento fondamentale per la vita.

Cuore di Aquae 2015 sarà una grande esposizione della durata di sei mesi, durante i quali il tema dell’acqua sarà trattato sotto ogni aspetto. Nello specifico, l’esposizione si articolerà su sei sezioni – Pianeta Acqua, L’Acqua è Vita, Vivere sull’Acqua, l’Acqua e il lavoro (Hydrica), Sorella Acqua, Casa Pulita – dedicate rispettivamente a natura e ambiente, economia, lavoro, alimentazione e benessere, utilizzo dell’acqua in ambiente domestico.

Nei sei mesi di Expo, ciascuna di queste sei sezioni darà il proprio nome ad altrettanti specifici eventi di carattere fieristico rivolti agli operatori di mercato. “Un evento complesso e ambizioso, che mira a ribadire il ruolo di Venezia capitale mondiale dei temi legati all’acqua”, ha affermato il Vice Presidente di Expo Venice Cesare De Michelis.

Piero Galli, direttore generale Divisione Evento di Expo 2015, saluta con calore il progetto: “Aquae 2015 sviluppa tematiche complementari a Expo Milano e per questo può rafforzare il legame tra Venezia e Milano nel 2015. L’Expo di Milano patrocina questo evento perché è interprete del medesimo spirito culturale educativo e di esperienza ludica”.

“Credo molto nel progetto Aquae” ha affermato il sottosegretario all’economia Pier Paolo Baretta. “Questo evento è una opportunità straordinaria per riqualificare il turismo di Venezia. Venezia ha un brand forte nel segmento turistico, ma va riqualificato. Aquae è un momento per rivalutare anche la terraferma e le aree contigue al centro storico. Tra i grandi temi quello della bonifica è uno dei più importanti per Marghera.”

Principale sede di Aquae 2015 sarà il nuovo quartiere multifunzionale VEGA 2 che la società Condotte Immobiliare sta realizzando a ridosso di VEGA, il parco scientifico-tecnologico di Venezia, situato all’inizio del Ponte della Libertà, che collega il centro storico di Venezia alla terraferma.

“Condotte ha sviluppato da sempre competenze nell’ambito della realizzazione di infrastrutture e strutture dedicate all’acqua” ha affermato Giuseppe Vadalà, amministratore delegato di Condotte Immobiliare. “Non potevamo non cogliere l’occasione offerta da Expo Venice con il progetto Aquae 2015 collaterale all’Expo di Milano. Per questo motivo abbiamo messo sul piatto un investimento di 20 milioni di euro per cogliere al meglio la sfida del 2015, ma anche per sviluppare negli anni successivi attività espositive dedicate all’acqua e contribuire alla riconversione di Porto Marghera.”

A cura di www.e-gazette.it

A Udine divergenze in consiglio comunale sulla fusione di Amga e Hera

10 gennaio 2014 News 0

 

 

La protesta del centrodestra contro la fusione tra Amga e Hera arriva al Consiglio comunale di Udine. L’opposizione cittadina ha deciso di organizzare una nuova manifestazione, coinvolgendo i cittadini proprio in occasione del Consiglio convocato dal sindaco il prossimo giovedì 9 gennaio per discutere del futuro della Spa di via Cotonificio, dopo le dimissioni del presidente Paolo Cerutti e dei tre componenti (tutti rappresentanti del Comune) del Cda di Amga, Cristina Paparotto, Claudio Angeli e Sandro Caporale, preoccupati per l’accelerazione subìta dal progetto di fusione con la multiutility emiliana.

Preoccupazioni più che giustificate per il leader dell’opposizione Adriano Ioan, che ha annunciato di aver presentato una richiesta di accesso agli atti per “conoscere la verità sulla trattativa”. “Finalmente – dice Ioan – si potrà fare chiarezza sui reali motivi che hanno portato alle clamorose dimissioni del Cda: infatti la delibera della giunta Honsell con cui è stata approvata la lettera d’intenti con Hera, finalizzata a definire un progetto di aggregazione con Amga, porta la data del 4 settembre 2013 e gli effetti del patto di riservatezza ed esclusività nella trattativa prevedevano appunto un termine di 120 giorni, tempo scaduto”.

Per il sindaco Furio Honsell, però, “dopo le dimissioni la trattativa si è ovviamente arenata e in ogni caso non è stata ancora presentata un’offerta, che sarà pubblica, quindi non c’è nessuna scadenza.  A decidere sulla possibile fusione infatti – conclude il sindaco – sarà comunque il Consiglio comunale. Ma prima di prendere una decisione è bene conoscere l’offerta”.

A cura di www.egazette.it

A2a, Pisapia e Del Bono firmano nuovo patto parasociale

9 gennaio 2014 News 0


 

Il Sindaco di Milano Giuliano Pisapia e quello di Brescia Emilio Del Bono hanno firmato il nuovo Patto parasociale tra i due Comuni per A2A. L’intesa entrata in vigore dal primo gennaio 2014 è di durata triennale. Il Patto vincola per ogni Comune una quota pari al 25% e una azione del capitale sociale di A2A.
La principale novità del Patto, le cui linee guida sono state approvate nei giorni scorsi dai consigli comunali di Milano e Brescia, riguarda il cambio della governante, che passa dal sistema duale a quello tradizionale, con un consiglio di amministrazione che sarà composto da dodici membri, dei quali nove indicati dalla lista maggioritaria in assemblea e tre indicati da altre liste.

È prevista l’introduzione di un amministratore delegato che sarà scelto congiuntamente dai comuni di Milano e Brescia. Il passaggio dal Consiglio di Sorveglianza e di Gestione ad un unico CdA permetterà una maggiore efficienza nella gestione della Società e una riduzione dei costi. L’accordo prevede anche la cessione da parte del Comune di Milano e del Comune di Brescia delle azioni possedute in eccesso rispetto a quelle sindacate. Si tratta esattamente di 83.637.292 azioni del Comune di Milano e di 76.946.215 azioni del Comune di Brescia, pari complessivamente a circa il 5% del capitale sociale di A2A. L’obiettivo è di concretizzare la vendita delle azioni nei primi mesi del 2014.

A cura di www.e-gazette.it

Respinta la class action contro Publiacqua per le tariffe 2011-2012

23 dicembre 2013 News 0

 

 

Per il tribunale di Firenze, Publiacqua non ha messo in atto alcun comportamento illecito, non solo perché la società non ha potere nel determinare le tariffe, ma anche perché non ha tenuto comportamenti commerciali aggressivi e scorretti

 

 

È stata rigettata dal Tribunale di Firenze la class action intentata contro Publiacqua in merito alla presunta mancata restituzione della quota di tariffa relativa alla remunerazione del capitale abrogata con il referendum del 2011 ed alla tariffa applicata nei mesi successivi.

“Finalmente è accertato quanto abbiamo più volte affermato e ricordato – ha dichiarato il presidente di Publiacqua, Filippo Vannoni. – Publiacqua ha sempre agito nel rispetto delle norme e della Convenzione di affidamento del servizio”.

Nel dispositivo della sentenza si legge che Publiacqua non ha messo in atto alcun comportamento illegittimo o illecito, non solo perché la società non ha potere nel determinare le tariffe, ma anche perché non ha tenuto comportamenti commerciali aggressivi e scorretti nei confronti di quegli utenti che avevano contestato l’applicazione delle tariffe stesse.

Publiacqua, viceversa, ha tenuto un atteggiamento corretto informando tutti coloro che avevano messo in dubbio la legittimità delle fatture, spiegando come le tariffe applicate fossero quelle approvate dagli enti preposti, e come fosse in definizione il nuovo metodo tariffario.

È significativo che solo nove utenti su 380mila abbiano promosso la class action.

Fonte: www.e-gazette.it

Federutility punta sull’efficienza del servizio. Bazzano: non siamo srl comunali

22 dicembre 2013 News 0

 

 

 

Dopo l’annuncio dell’Autorità alla Conferenza nazionale sulla regolazione idrica i gestori idrici si schierano dalla parte di Bertoni. Bazzano: “Elevare gli investimenti per crescita occupazionale e qualità ambientale”. Durante l’assemblea dell’organizzazione il presidente sottolinea che le utility non possono essere regolate come le società comunali che gestiscono le pulizie o l’informatica. Gli Ato non decollano.

 

 

“I gestori idrici italiani sono al fianco dell’Autorità per l’energia elettrica, il gas e l’acqua per l’efficientamento del sistema idrico nazionale. Elevare la qualità del servizio idrico è un impegno che i Gestori assolvono da sempre, con competenza tecnica e conoscenza dei territori di riferimento”.

Così il presidente di Federutility, Roberto Bazzano, commenta la Conferenza nazionale sulla regolazione idrica organizzata a Milano dall’Autorità. Da due anni (decreto legge 201/2011), all’Autorità sono stati attribuiti compiti di regolazione e vigilanza anche sui servizi idrici italiani, superando anni di governance frammentata e talvolta incoerente.

“Federutility, che associa tutti i gestori idrici italiani, continuerà il suo impegno di supporto all’Autorità, forte del radicamento sui territori e del know how acquisito in quasi 100 anni di servizio. Con l’attribuzione all’Autorità dei compiti di vigilanza e regolazione sui servizi idrici, il quadro della governance si è fatto più ordinato, sebbene permangano sovrapposizioni di competenze tra i livelli nazionali e regionali che rendono ancora farraginoso il processo di pianificazione e di gestione della risorsa idrica. All’Authority– conclude Bazzano – spetta un compito oneroso, attraverso la definizione di un metodo tariffario che si mostri capace di sostenere l’ingente fabbisogno di investimenti del settore. Non mancherà il nostro supporto, dialettico e talvolta critico, al raggiungimento di un obiettivo atteso da oltre vent’anni”.

In occasione dell’assemblea della Federutility, che si è svolta nei giorni scorsi, il presidente Bazzano ha osservato inoltre che le aziende che gestiscono acqua, gas, energia e rifiuti “non possono essere regolate come le srl comunali che gestiscono le pulizie o l’informatica”.

Questo l’appello rivolto dal presidente di Federutility, Roberto Bazzano, al Governo.

“Il mondo delle partecipazioni societarie degli enti locali ricomprende due universi totalmente distinti tra di loro le società strumentali e le imprese di gestione dei servizi pubblici. È urgente fare chiarezza ed evitare generalizzazioni”.

In uno studio condotto dalla Fondazione Utilitatis si dice che “nell’insieme delle 3.819 società di capitale partecipate dagli enti Locali, i servizi pubblici locali (acqua, energia, gas, rifiuti) rappresentano solo il 29,2% del totale. Nel 2011 hanno fatto registrare un valore della produzione di 40,2 miliardi di euro e generato utili per gli enti locali (al netto delle imposte) per 604 milioni”. Mentre “le altre società strumentali, partecipate dai comuni, non hanno a che fare con la pubblica utilità , sono oltre 2.700 e hanno dato luogo a perdite nette per 107 milioni”.

Nell’acqua si è “ancora in difficoltà . Sui 92 Ato istituiti, 19 non hanno mai affidato il servizio. Il principale effetto della situazione è la sopravvivenza di realtà gestionali assolutamente incapaci di accedere al mercato del credito e di realizzare gli investimenti necessari a garantire un servizio in linea con gli standard nazionali e comunitari”.

Fonte: www.e-gazette.it

 

Ricerca Althesys: gli investimenti generano 21mila occupati

21 dicembre 2013 News 0

Secondo lo studio, occorrono una visione complessiva e una governance politica più forte, che coinvolga anche il settore agricolo e industriale. Il dilemma delle tariffe e delle risorse finanziarie necessarie a migliorare la qualità del servizio.

Gli investimenti fatti dalle maggiori utility italiane nel settore acqua portano a ricadute economiche stimate per il Paese in oltre 3,6 miliardi euro all’anno e creano 21.000 posti di lavoro. Sono alcuni dei dati presentati da Alessandro Marangoni, ceo di Althesys, alla seconda Conferenza nazionale sulla regolazione dei servizi idrici, organizzata a Milano dall’Autorità per l’Energia.

Secondo l’analisi di Althesys, il totale delle ricadute degli investimenti delle imprese idriche tra le 100 maggiori utilities nazionali, pari nel 2011 a 1,1 miliardi di euro, è di 3,601 miliardi, pari allo 0,22% del Pil con una stima di circa 110 miliardi di euro in 30 anni. Questo volume di investimenti genera circa 11.850 posti di lavoro diretti e 9.070 indiretti, per un totale di quasi 21.000 occupati. Le aziende del settore del ciclo idrico integrato hanno investito mediamente l’11,3% del fatturato, contro il 4% circa degli altri comparti utility. Le principali aree di intervento sono nella sostituzione delle tubazioni, ampliamento e adeguamento della rete fognaria e degli impianti di depurazione. Nonostante la congiuntura economica negativa, ha rilevato ancora Marangoni, il settore delle utility ha svolto infatti storicamente un ruolo anticiclico e difensivo, dimostrandosi anche relativamente stabile rispetto ad altri comparti. Gli investimenti nel settore costituiscono un motore di sviluppo date le loro peculiarità tipicamente infrastrutturali e il carattere trasversale della domanda indotta rispetto ai vari settori produttivi. Questa stima fa riferimento ai soli profili economici, escludendo quelli ambientali e intangibles.

Tuttavia, la sola tariffa non può risolvere tutti i problemi del settore idrico, secondo Marangoni: è necessario migliorare il rapporto qualità/prezzo.

”Occorre favorire – dice il docente dell’Università Bocconi – efficienza e aggregazioni per ottenere economie di scala. Per fare questo è necessario anche avere una visione complessiva della risorsa acqua, che coinvolga non solo le utility, ma anche altri settori come agricoltura, energia e industria. Insomma serve una politica nazionale per l’acqua a tutto tondo”.

Fonte: www.e-gazette.it