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Il think tank per l’eccellenza delle utility italiane

 

News

Imprese: Italia batte Europa in prestazioni public utility

27 gennaio 2014 News 0

 

 

Milano, 27 gen. (Adnkronos) – Le public utility italiane – anche quelle di dimensioni contenute – hanno risultati economici migliori dei principali concorrenti europei. E’ quanto emerge dalle anticipazioni della seconda edizione del premio Top Utility, che sarà assegnato il 25 febbraio a Roma alle 4 migliori aziende italiane di servizi pubblici.(…)

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BtBOresette – Il 25 febbraio verrá assegnato il Top Utility Award

27 gennaio 2014 News 0

 

 

A dispetto del pessimismo dei luoghi comuni, le public utility italiane – anche quelle di dimensioni contenute – hanno risultati economici migliori dei principali concorrenti europei. Emerge dalle anticipazioni della seconda edizione del premio Top Utility – wp.toputility.dev.softecspa.it –  che sarà assegnato il 25 febbraio a Roma alle quattro migliori aziende italiane di servizi pubblici locali sulle 100 analizzate dagli economisti di Althesys – www.althesys.com. “Le prime dodici utility italiane”,  commenta il direttore scientifico di Top Utility, Alessandro Marangoni (Althesys), “in termini di Ebitda sul fatturato hanno un valore medio superiore al 20%, mentre il dato delle top 12 europee si ferma al 15,7% nonostante le dimensioni molto superiori. L’insieme delle 100 maggiori aziende di servizi pubblici locali fattura 130,5 miliardi e ha circa 130.000 addetti”.  (…)

 

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Rifiuti di Parma, per il Tar lo stop di luglio all’inceneritore era illegittimo

24 gennaio 2014 News 0

 

 
L’inceneritore di Parma, in funzione da tempo, ancorché in modalità provvisoria, non smette di procurare grattacapi al Comune, che voleva bloccarlo e che, smentito dal Tra, dovrà ora versare anche 2.000 euro di spese legali a Iren per lo stop imposto all’avvio dell’impianto nel luglio scorso. Lo ha deciso il Tar di Parma con una sentenza che, in sostanza, ha definito illegittimo il provvedimento del comune. Delle tesi dell’amministrazione comunale, infatti, i giudici sottolineano nella sentenza la “contraddittorietà intrinseca”.
Il consigliere comunale del Pd Nicola Dall’Olio ha attaccato il Movimento 5 Stelle sulla scelta di bloccare l’impianto di Iren nell’estate scorsa. “L’ossessione per l’inceneritore, unita a sprovvedutezza e improvvisazione, rischiano di costare sempre più caro ai cittadini di Parma” scrive Dall’Olio. “Questa sentenza apre la strada ad una nuova richiesta di risarcimento danni milionaria da parte di Iren, che si aggiungerà ai 28 milioni di euro già richiesti per l’ingiustificato fermo del cantiere decretato nell’estate 2011 dall’allora giunta Vignali”.

Notizia a cura di www-e.gazette.it

A2a, il termovalorizzatore di Acerra ha smaltito 600mila tonnellate di rifiuti nel 2013

23 gennaio 2014 News 0

 

 
Nel 2013 il termovalorizzatore campano di Acerra ha smaltito oltre 600mila tonnellate di rifiuti che hanno permesso di generare e immettere in rete 592milioni di kilowattora di energia elettrica, pari al fabbisogno annuo di oltre 200 mila famiglie. È quanto evidenzia in una nota A2a, società che gestisce l’impianto, secondo la quale per il terzo anno consecutivo la struttura ha lavorato al 100% della sua capacità. Quanti ai dati delle emissioni in atmosfera hanno fatto registrare valori di emissione mediamente inferiori del 90% di polveri, del 70% di ossido di carbonio, del 40% di ossidi di azoto, del 90% di ossidi di zolfo e del 99,6% di diossine e furani rispetto a quelli imposti dall’ Autorizzazione Integrata Ambientale che regolamenta il sito.
L’impianto ha evitato l’emissione in atmosfera di circa 146mila tonnellate di CO2, il consumo di 111mila tonnellate equivalenti di petrolio e il ricorso ad altri combustibili fossili come petrolio, idrocarburi, gas o carbone. Nel corso del 2013, tutte e tre le linee di combustione di cui si compone l’impianto sono state interessate, come di consueto, da attività di manutenzione ordinaria, che hanno permesso al termovalorizzatore di lavorare in piena efficienza. Il termovalorizzatore dà lavoro a circa 120 dipendenti diretti e a circa altrettante persone grazie all’indotto.

Notizia a cura di www-e.gazette.it

Nasce Edma, holding del centro Italia da 270 milioni di euro

22 gennaio 2014 News 0

 

Nasce Edma, Energia del Medio Adriatico, una società costituita da Multiservizi (al 55%) e dalla toscana Estra (45%), entrambe a capitale pubblico. L’atto ufficiale è stato sottoscritto dal presidente di Multiservizi, Ferdinando Avenali, e dall’amministratore delegato di Estra, Alessandro Piazzi. 46 i Comuni soci di Multiservizi, 99 quelli di Estra, una delle prime aziende in Italia per la fornitura e distribuzione di gas naturale ed energia elettrica.
Nella nuova società Multiservizi conferirà la partecipazione in Prometeo, primo operatore delle Marche per la vendita di energia, e il ramo di azienda della distribuzione di gas naturale, attività svolta attualmente in 15 comuni della provincia di Ancona. Il gruppo toscano porta in dote la propria rete di distribuzione e il pacchetto di clienti che detiene in Umbria, Marche, Lazio, Abruzzo e Molise, oltre ad un supporto economico di 10 milioni di euro.
Edma, si legge in una nota, ha tra le sue finalità la gestione delle reti di distribuzione del gas naturale, unico servizio di pubblica utilità che viene assegnato obbligatoriamente con gara: la holding dell’energia, con sede ad Ancona, avrà un fatturato stimato in circa in 270 milioni di euro e 120 addetti. Presidente della nuova società è Chiara Sciascia, Moreno Clementi è l’amministratore delegato.

Notizia a cura di www-e.gazette.it

Contratto gas-acqua, associazioni e sindacati firmano il rinnovo

21 gennaio 2014 News 0

 

143 euro di aumento dei minimi contrattuali, una quota una tantum da 300 euro per il 2013, e una parte del salario da riservare alla contrattazione di secondo livello per un importo pari a 480 euro nel biennio 2014-2015 (240 per il 2014 e 240 per il 2015). È questa in sintesi l’ipotesi di accordo firmato dalle associazioni Anfida, Anigas, Assogas, Confindustria Energia, Federestrattiva, Federutility e le Organizzazioni Sindacali Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil per il rinnovo del CCNL Gas-Acqua scaduto nel 2012 e che interessa circa 45.000 lavoratori del settore.
L’intesa – leggiamo in una nota congiunta di Anfida  Anigas, Assogas, Confindustria energia, Federestrattiva e Federutility – prevede aumenti per 60 euro dal primo gennaio scorso, 40 euro dal primo gennaio 2015 e altri 43 euro a scattare dal primo luglio 2015.
Elementi qualificanti del rinnovo sono, secondo le associazioni dei datori di lavoro, la definizione della disciplina unica di settore per l’istituto della reperibilità, l’abolizione degli scatti di anzianità, maggiore flessibilità degli orari di lavoro, l’aggiornamento degli articoli dedicati al mercato del lavoro, l’impegno a definire un nuovo sistema classificatorio con l’obiettivo primario di unificare l’intera filiera del gas.
“Nonostante le criticità presenti nei due settori, quali le limitazioni legislative in materia di personale applicabili alle società pubbliche in house, l’anomalia della permanenza del fondo gas, i recuperi di efficienza che l’Autorità regolatoria impone alle aziende e in particolare la riduzione dei costi operativi all’interno dei quali è incluso il costo del personale, l’incerto quadro normativo e tariffario relativo al settore idrico, le Associazioni – si legge ancora nella nota – si sono adoperate per rinnovare il contratto nazionale, garantendo il sostanziale mantenimento del potere di acquisto delle retribuzioni attraverso il necessario aumento della produttività e dell’efficienza delle imprese”.
Dopo il rinnovo, il settore potrà in particolare affrontare la delicata fase delle gare di ambito gas con una normativa unica per tutti gli istituti.
Le Associazioni si dicono “soddisfatte del risultato raggiunto per essere riuscite a rinnovare il contratto enfatizzando la produttività aziendale e il contenimento dei costi operativi”.

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Contratto gas-acqua, associazioni e sindacati firmano il rinnovo

21 gennaio 2014 News 0

 

143 euro di aumento dei minimi contrattuali, una quota una tantum da 300 euro per il 2013, e una parte del salario da riservare alla contrattazione di secondo livello per un importo pari a 480 euro nel biennio 2014-2015 (240 per il 2014 e 240 per il 2015). È questa in sintesi l’ipotesi di accordo firmato dalle associazioni Anfida, Anigas, Assogas, Confindustria Energia, Federestrattiva, Federutility e le Organizzazioni Sindacali Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil per il rinnovo del CCNL Gas-Acqua scaduto nel 2012 e che interessa circa 45.000 lavoratori del settore.
L’intesa – leggiamo in una nota congiunta di Anfida  Anigas, Assogas, Confindustria energia, Federestrattiva e Federutility – prevede aumenti per 60 euro dal primo gennaio scorso, 40 euro dal primo gennaio 2015 e altri 43 euro a scattare dal primo luglio 2015.
Elementi qualificanti del rinnovo sono, secondo le associazioni dei datori di lavoro, la definizione della disciplina unica di settore per l’istituto della reperibilità, l’abolizione degli scatti di anzianità, maggiore flessibilità degli orari di lavoro, l’aggiornamento degli articoli dedicati al mercato del lavoro, l’impegno a definire un nuovo sistema classificatorio con l’obiettivo primario di unificare l’intera filiera del gas.
“Nonostante le criticità presenti nei due settori, quali le limitazioni legislative in materia di personale applicabili alle società pubbliche in house, l’anomalia della permanenza del fondo gas, i recuperi di efficienza che l’Autorità regolatoria impone alle aziende e in particolare la riduzione dei costi operativi all’interno dei quali è incluso il costo del personale, l’incerto quadro normativo e tariffario relativo al settore idrico, le Associazioni – si legge ancora nella nota – si sono adoperate per rinnovare il contratto nazionale, garantendo il sostanziale mantenimento del potere di acquisto delle retribuzioni attraverso il necessario aumento della produttività e dell’efficienza delle imprese”.
Dopo il rinnovo, il settore potrà in particolare affrontare la delicata fase delle gare di ambito gas con una normativa unica per tutti gli istituti.
Le Associazioni si dicono “soddisfatte del risultato raggiunto per essere riuscite a rinnovare il contratto enfatizzando la produttività aziendale e il contenimento dei costi operativi”.

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Premio Impresa Ambiente, c’è ancora un mese per candidarsi

20 gennaio 2014 News 0

 

 
C’è ancora un mese di tempo per candidarsi al Premio Impresa Ambiente, riconoscimento per le imprese private e pubbliche che si siano distinte in un’ottica di sviluppo sostenibile, rispetto ambientale e responsabilità sociale. Porta d’accesso all’European Business Awards for the Environment promosso dalla Commissione Europea (Dg Ambiente), il premio si rivolge alle aziende che hanno fatto della politica verde una delle leve essenziali per essere competitive a livello nazionale ed europeo.
La settima edizione è promossa, come di consueto, dalla Camera di Commercio di Roma e, in particolare, dalla sua Azienda speciale Asset Camera, in collaborazione con Unioncamere e con il patrocinio del ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, che hanno condiviso la missione del Premio: quella di valorizzare le esperienze imprenditoriali orientate all’innovazione intelligente di processi e prodotti, stimolando, al contempo, comportamenti sostenibili negli acquisti.
Il Premio si divide in quattro categorie: miglior gestione, miglior prodotto, miglior processo/tecnologia, miglior cooperazione internazionale. È inoltre previsto un ”Premio Speciale Giovane Imprenditore”, riservato a titolari o dirigenti d’impresa under 40 (già in gara per una delle quattro categorie), che si siano distinti per spiccate capacità imprenditoriali, innovazione ed attività di ricerca nell’ambito dello sviluppo ecosostenibile.
Possono partecipare al Premio Impresa Ambiente le imprese regolarmente iscritte alla Camera di Commercio di appartenenza. La sola categoria ”Migliore cooperazione internazionale per lo sviluppo sostenibile”, è riservata alle aziende che abbiano sviluppato partnership internazionali e coinvolto una o più organizzazioni appartenenti a settori differenti (aziende private, enti pubblici, enti non governativi, istituzioni accademiche e di ricerca).
Le modalità d’iscrizione per la presentazione delle candidature alla settima edizione del Premio Impresa Ambiente sono riportate nel bando per una o più delle quattro categorie. I progetti, da inviare entro il 10 febbraio 2014, verranno valutati da una giuria composta da esperti del settore ed esponenti del sistema produttivo e della ricerca, che assegnerà anche il ”Premio Speciale Giovane Imprenditore per l’ambiente”.

A cura di www.e-gazette.it

Val Bormida, 23 comuni vogliono presentare una petizione alla Regione Liguria per gestire Ato in proprio

17 gennaio 2014 News 0

 

 

I 23 comuni del bacino padano della Val Bormida nella provincia di Savona  hanno deciso di presentare una petizione alla Regione Liguria per chiedere piena autonomia da parte dei comuni aderenti per la gestione del proprio ATO.
La decisione è stata adottata dopo un incontro indetto dal sindaco, nonché presidente del consorzio Cira, Fiorino Zappa, con i sindaci dei 23 comuni del bacino padano della provincia di Savona, con al centro la tematica della legge regionale in materia di individuazione degli ambiti ottimali per l’esercizio delle funzioni relative al servizio idrico integrato e alla gestione integrata dei rifiuti.
L’assemblea, come spiega Zappa, aveva il compito di ribadire la volontà di mantenere i criteri di efficienza ed economicità che hanno sempre caratterizzato il comprensorio, contraddistinto da un bacino idrografico ben distinto da quello costiero. Del Consorzio intercomunale fanno parte, dalla sua costituzione, i Comuni di Altare, Cairo, Carcare e Dego; altri centri della Val Bormida sono consorziati, altri affidano al consorzio la depurazione delle acque.

A cura di www.e-gazette.it

Val Bormida, 23 comuni vogliono presentare una petizione alla Regione Liguria per gestire Ato in proprio

17 gennaio 2014 News 0

 

 

I 23 comuni del bacino padano della Val Bormida nella provincia di Savona  hanno deciso di presentare una petizione alla Regione Liguria per chiedere piena autonomia da parte dei comuni aderenti per la gestione del proprio ATO.
La decisione è stata adottata dopo un incontro indetto dal sindaco, nonché presidente del consorzio Cira, Fiorino Zappa, con i sindaci dei 23 comuni del bacino padano della provincia di Savona, con al centro la tematica della legge regionale in materia di individuazione degli ambiti ottimali per l’esercizio delle funzioni relative al servizio idrico integrato e alla gestione integrata dei rifiuti.
L’assemblea, come spiega Zappa, aveva il compito di ribadire la volontà di mantenere i criteri di efficienza ed economicità che hanno sempre caratterizzato il comprensorio, contraddistinto da un bacino idrografico ben distinto da quello costiero. Del Consorzio intercomunale fanno parte, dalla sua costituzione, i Comuni di Altare, Cairo, Carcare e Dego; altri centri della Val Bormida sono consorziati, altri affidano al consorzio la depurazione delle acque.

A cura di www.e-gazette.it