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Il think tank per l’eccellenza delle utility italiane

 

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Gruppo IREN, operativa la società di distribuzione IRETI

15 gennaio 2016 News 0

È nata IRETI, la società delle reti di Iren nel quale confluiranno le attività che erano di competenza delle società Iren Emilia, AEM Torino Distribuzione, Genova Reti Gas, Iren Acqua Gas, Acquedotto di Savona, Eniatel e Aga. La società si occuperà dei servizi idrici nelle province di Genova, Savona, La Spezia, Parma, Piacenza e Reggio Emilia, dove opera negli ambiti dell’approvvigionamento idrico, fognatura e depurazione delle acque reflue. Con più di 18.000 km di reti acquedottistiche, oltre 9.300 km di reti fognarie e 1.085 impianti di depurazione, la società servirà oltre 2.550.000 abitanti su 219 comuni, caratterizzandosi come il terzo operatore in Italia nel settore dei servizi idrici per numero di metri cubi gestiti. Attraverso oltre 7.600 km di rete, la società distribuirà gas naturale nel Comune di Genova e in altri 19 comuni limitrofi, oltre che in 72 comuni delle province di Parma, Piacenza e Reggio Emilia, per un totale di circa 726.000 clienti serviti. Con circa 7.283 km di reti in media e bassa tensione IRETI distribuirà energia elettrica nelle città di Torino e Parma: Con un portfolio di più di 1,5 milioni di clienti, IRETI sarà il quinto operatore in Italia nel settore dell’elettricità per la quantità di energia elettrica venduta. Nel territorio emiliano, inoltre, IRETI gestirà gli impianti di illuminazione pubblica e impianti semaforici, attraverso attività di manutenzione e gestione degli impianti presenti ma anche di progettazione e realizzazione dei nuovi. Presidente di IRETI sarà Alessandro Ghibellini,  l’Amministratore Delegato Fabio Giuseppini.

Intanto sempre il gruppo Iren, attraverso la controllata Iren Ambiente ha acquistato da Ladurner, attiva nella costruzione e gestione di impianti di trattamento rifiuti, una quota del 40% della società Ecoprogetto Tortona ad un prezzo 2,2 milioni di euro.

 

Acqua, approvate le nuove tariffe: puntano allo sviluppo delle infrastrutture

15 gennaio 2016 News 0

Sono entrate in vigore dal 1° gennaio scorso le nuove tariffe dell’acqua, che resteranno in vigore per i prossimi tre anni. Il nuovo Metodo tariffario idrico poggia su due principi guida che punta su selettività e responsabilizzazione, da attuare attraverso una regolazione asimmetrica, capace di adattarsi alle diverse esigenze di un settore molto differenziato a livello locale e nella governance. La regolazione tariffaria – si legge in una nota dell’Autorità – amplia la gamma dei diversi tipi di schemi tariffari (sei e non più quattro) nell’ambito della quale ciascun soggetto competente potrà individuare la soluzione più efficace in base alle proprie realtà.

Nel dettaglio, la scelta potrà essere effettuata in base a diversi fattori: in ragione del fabbisogno di investimenti, in rapporto al valore delle infrastrutture esistenti, dell’eventuale presenza di variazioni negli obiettivi o nelle attività del gestore (principalmente legata a processi di aggregazione o a rilevanti miglioramenti qualitativi dei servizi erogati), dell’ entità dei costi operativi per abitante servito da ciascuna gestione rispetto al dato medio di settore. L’Autorità ha previsto anche un aggiornamento biennale delle componenti a conguaglio e della RAB, nonché la possibilità di una revisione in corso d’opera della predisposizione tariffaria, qualora dovessero verificarsi circostanze straordinarie ed eccezionali e tali da pregiudicare l’equilibrio economico-finanziario. Per il nuovo periodo regolatorio si conferma la presenza del moltiplicatore tariffario da applicare alle quote fisse e variabili della struttura tariffaria adottata da ciascuna gestione nell’anno base 2015, nonché la previsione di un limite alla crescita annuale del moltiplicatore tariffario.

Il nuovo metodo tariffario prevede inoltre meccanismi incentivanti per il miglioramento della qualità contrattuale e tecnica del servizio, introducendo un meccanismo di premi/penalità, alimentato da una specifica componente tariffaria, obbligatoria per tutti i gestori, da destinare ad uno specifico fondo per la qualità che, in sede di prima attivazione, promuove, premiando le best practice, la crescita dei livelli di qualità contrattuale rispetto ai parametri definiti dalla delibera sulla qualità contrattuale (655/2015/R/IDR).

Particolare attenzione è stata dedicata anche alla regolazione della qualità contrattuale nel settore idrico: in particolare, con la delibera 655/2015/R/idr, l’Autorità ha proposto regole per rafforzare la tutela degli utenti finali con l’introduzione di standard di qualità contrattuali minimi omogenei sul territorio nazionale, con i relativi indennizzi automatici pari a 30 euro che il gestore dovrà corrispondere all’utente in caso di mancato rispetto degli standard stessi. Tra le principali novità introdotte si segnalano gli obblighi minimi di fatturazione che prevedono, a tutela dell’utente, che il gestore emetta una bolletta semestrale per consumi medi annui fino a 100 mc, quadrimestrale per quelli tra 101 e 1.000 metri cubi, trimestrale per quelli tra 1.001 mc e 3.000, bimestrale oltre i 3.000 mc; le bollette superiori al 100% del consumo medio annuale potranno essere rateizzate e la relativa richiesta potrà essere effettuata anche nei 10 giorni successivi alla scadenza.

 

Gas: nel 2015 è ripartita la domanda, +9%

15 gennaio 2016 News 0

Freddo nei mesi invernali e grande caldo durante quelli estivi hanno riportato il segno più ai consumi italiani di metano, che chiudono il 2015 con un +9% sul 2014, grazie in particolare alla ripresa della domanda di gas per generare energia elettrica. È quanto emerge dalle  elaborazioni sui dati di Snam Rete Gas e del Ministero dello Sviluppo economico.

Nell’anno appena concluso in Italia si sono consumati 66,9 miliardi di metri cubi, oltre 5,5 miliardi in più rispetto al 2014, ma 2,5 in meno rispetto al 2013 e oltre 19 miliardi in meno (il 22,4%) rispetto al massimo storico del 2005. Si è dunque interrotta una flessione che continuava dal 2008, con la sola eccezione del 2010, anno caratterizzato da temperature ben al di sotto della media e di gran lunga il più freddo dell’ultimo decennio.

Nel dettaglio, i consumi residenziali e dei servizi, che rappresentano più del 40% della domanda complessiva, hanno segnato un +9,4% a 1,3 miliardi di metri cubi. Ancora più significativo è stato il recupero della domanda di gas naturale per generare energia elettrica (+16,5% a 20,7 miliardi di metri cubi). In calo, invece, la grande industria (-3,1% a 12,7 miliardi), settore per il quale la flessione rispetto al 2005 è addirittura del 32,8%.

Il recupero della domanda di gas naturale per generare energia elettrica ha beneficiato del caldo estivo (che ha portato un notevole e diffuso ricorso all’aria condizionata) e delle difficoltà accusate dalla produzione idroelettrica, molto inferiore alla media a causa della scarsa piovosità.

Non sono ancora disponibili i dati relativi ai consumi delle automobili alimentate a metano, tuttavia dopo il record dei primi sei mesi del 2015, con l’aumento di oltre il 7% rispetto allo stesso periodo del 2014, anche quest’anno si supererà il miliardo di mc, consolidando il trend di crescita che prosegue da oltre dieci anni.

Passando all’offerta, nel 2014 l’Italia ha importato in tutto 60,8 miliardi di metri cubi, il 9,8% in più del 2014 (l’1,2% in meno del 2013), mentre continua la flessione della produzione nazionale ormai al di sotto dei 6,5 miliardi, il 6,4% in meno del 2014.

Nel solo mese di dicembre invece l’import è aumentato del 21,6% rispetto all’analogo debolissimo mese del 2014.

All’insegna della collaborazione con RSE la IV Edizione del Top Utility Award

15 gennaio 2016 News 0

“L’appuntamento annuale di Top Utility si arricchisce quest’anno di un importante tassello: la collaborazione con RSE. Questa realtà di riferimento per la community energetica nazionale, in grado di fare da ponte fra ricerca, imprese e istituzioni, ha permesso un ulteriore approfondimento della consueta indagine condotta da Althesys sugli aspetti di ricerca&innovazione. Elementi che riteniamo cruciali per il successo delle aziende fornitrici di servizi energetici”. Lo sottolinea il professor Alessandro Marangoni, direttore scientifico di Top Utility, che si terrà il 28 gennaio a Roma (si veda il primo articolo della newsletter). Come da tradizione, durante l’evento saranno anche conferiti i Top Utility Awards. I premi riconosciuti, oltre al vincitore “assoluto”, sono cinque: infatti sono previste specifiche graduatorie in base ai parametri di sostenibilità, alla capacità di comunicazione, , all’efficienza energetica, alla formazione delle risorse umane e all’innovazione tecnologica.

E proprio questa ultima variabile, in particolare, chiama in causa in prima persona il RSE. “È un onore per noi poter premiare le migliori performance in termini di ricerca&innovazione”, commenta Stefano Besseghini, AD di RSE. “Abbiamo fortemente voluto questa collaborazione con ALTHESYS e con il premio Top Utility, come parte di una più ampia strategia di osservazione ed attenzione alle esigenze di innovazione espresse dal settore industriale italiano che RSE persegue da qualche anno. Il settore delle utility nella sua variegata composizione, sia qualitativa che dimensionale, necessitava di uno strumento di ‘ascolto’ che fosse già ben rodato nella comprensione del settore. Fidiamo che dalla collaborazione avviata possano derivare spunti sia per orientare l’attività di ricerca di Rse che per meglio finalizzarne l’impiego dei risultati. E’ un modello vincente, che siamo fieri di fare conoscere anche all’estero, con i progetti cui partecipiamo in Europa”.

Acqua, approvate le nuove tariffe: puntano allo sviluppo delle infrastrutture

15 gennaio 2016 News 0

 È entrato in vigore dal 1° gennaio 2016 il Metodo Tariffario Idrico 2016/2019, il nuovo quadro di regole approvato dall’Autorità per tariffe idriche, sempre più capaci di incentivare i necessari investimenti nel settore, garantendo allo stesso tempo la sostenibilità dei corrispettivi applicati all’utenza, favorendo il miglioramento della qualità dei servizi, la razionalizzazione delle gestioni e riconoscendo in modo efficiente i costi per le sole opere effettivamente realizzate.

Con la delibera 664/2015/R/IDR, l’Autorità intende continuare per il secondo periodo regolatorio del sistema idrico integrato (SII), di durata quadriennale, il percorso di sviluppo del settore attraverso una regolazione stabile e certa, elevando gli standard del servizio e la sostenibilità sociale e ambientale della fornitura, nel rispetto dell’economicità, efficienza ed equilibrio economico finanziario nelle gestioni.

Nel segno della continuità, il “Metodo Tariffario Idrico 2” poggia sui due principi guida del precedente metodo valido per il 2014/2015, con particolare riferimento alla selettività e alla responsabilizzazione, da attuare attraverso una regolazione asimmetrica, capace di adattarsi alle diverse esigenze di un settore molto differenziato a livello locale e nella governance. La regolazione tariffaria applicabile nel secondo periodo regolatorio è riconducibile quindi ad una matrice di schemi regolatori (rispetto al precedente metodo tariffario, si amplia la gamma dei diversi tipi di schemi tariffari, sei e non più quattro) nell’ambito della quale ciascun soggetto competente potrà individuare la soluzione più efficace in base alle proprie realtà.

Nel dettaglio, la scelta potrà essere effettuata in base a diversi fattori: in ragione del fabbisogno di investimenti in rapporto al valore delle infrastrutture esistenti, dell’eventuale presenza di variazioni negli obiettivi o nelle attività del gestore (principalmente legata a processi di aggregazione o a rilevanti miglioramenti qualitativi dei servizi erogati), dell’entità dei costi operativi per abitante servito da ciascuna gestione rispetto al dato medio di settore. Inoltre è previsto uno schema regolatorio virtuale, nei casi in cui l’Ente di governo dell’ambito, in fase di aggregazione di gestioni, non disponga di un corredo informativo per oltre la metà della popolazione servita dal nuovo gestore d’ambito.

L’Autorità ha previsto anche un aggiornamento biennale delle componenti a conguaglio e della RAB, nonché la possibilità di una revisione infra-periodo della predisposizione tariffaria, su istanza motivata, qualora dovessero verificarsi circostanze straordinarie ed eccezionali e tali da pregiudicare l’equilibrio economico-finanziario. Per il secondo periodo regolatorio si conferma la presenza del moltiplicatore tariffario da applicare alle quote fisse e variabili della struttura tariffaria adottata da ciascuna gestione nell’anno base 2015, nonché la previsione di un limite alla crescita annuale del moltiplicatore tariffario. Confermata pure la previsione di una riduzione del 10% delle tariffe applicate nei casi di mancato invio degli atti, dei dati e delle informazioni necessarie alla determinazione tariffaria, mentre vengono ampliate le casistiche al verificarsi delle quali si dispone l’esclusione dall’aggiornamento tariffario. Il nuovo metodo tariffario MTI-2 prevede inoltre meccanismi incentivanti per il miglioramento della qualità contrattuale e tecnica del servizio, introducendo un meccanismo di premi/penalità, alimentato da una specifica componente tariffaria.

Particolare attenzione è stata dedicata anche alla regolazione della qualità contrattuale nel settore idrico. L’Autorità, partendo dalla ricognizione delle principali criticità riscontrate, ha introdotto regole su diversi aspetti, univoche e valide per l’intero Paese, superando le difformità tra gli standard qualitativi attualmente previsti nelle Carte dei servizi adottate dai diversi gestori. In particolare, con la delibera 655/2015/R/idr, appena approvata, l’Autorità ha proposto regole per rafforzare la tutela degli utenti finali, con l’introduzione di standard di qualità contrattuali minimi omogenei sul territorio nazionale, con i relativi indennizzi automatici pari a 30 euro che il gestore dovrà corrispondere all’utente in caso di mancato rispetto degli standard stessi. Tra le principali novità introdotte si segnalano gli obblighi minimi di fatturazione che prevedono, a tutela dell’utente, che il gestore emetta una bolletta semestrale per consumi medi annui fino a 100 mc, quadrimestrale per quelli tra 101 e 1.000 metri cubi, trimestrale per quelli tra 1.001 mc e 3.000, bimestrale oltre i 3.000 mc; le bollette superiori al 100% del consumo medio annuale potranno essere rateizzate e la relativa richiesta potrà essere effettuata anche nei 10 giorni successivi alla scadenza. Sono inoltre previsti tempi massimi per eseguire le prestazioni relative all’attivazione del contratto (ad es. 10 giorni per un allaccio, 5 giorni per attivare la fornitura o per una voltura); standard in materia di gestione dei reclami, risposte alle informazioni e servizi telefonici per gli utenti. Gli standard qualitativi definiti dall’Autorità dovranno essere garantiti a partire dal 1° luglio 2016, entrando a pieno regime dal 1° gennaio 2017.

Tutte le delibere e le relative schede di approfondimento sono disponibili sul sito www.autorita.energia.it

 

Riforma dei servizi pubblici in Consiglio dei Ministri, ecco i punti principali

14 gennaio 2016 News 0

Entra nella sua fase conclusiva la riforma dei servizi pubblici: il decreto attuativo sta per essere discusso in sede di Consiglio dei Ministri, nell’ambito della Riforma della Pubblica Amministrazione voluta dal Governo Renzi.

La bozza del testo, formata da trentadue articoli, riorganizza tutto il mondo dei servizi pubblici, prevedendone un processo di aggregazione con l’istituzione di “ambiti o bacini territoriali ottimali” (veri e propri distretti”) che puntano a massimizzare l’efficienza ottenendo così “economie di scala”. Come è noto, l’esecutivo prevede per le società partecipate una netta riduzione. Attraverso una serie di requisiti più stringenti si arriverà ad eliminare circa 7.000 società partecipate, scendendo da 8.000 a 1.000. Tra le novità, anche l’introduzione di una consultazione pubblica in grado di coinvolgere le associazioni di rappresentanza e i cittadini.

I Comuni e le Città metropolitane che si occuperanno dei servizi pubblici locali

effettueranno una verifica preventiva nelle forme di una consultazione pubblica, per controllare che le attività non siano già fornite e non possano essere erogate da imprese operanti secondo le normali regole di mercato. I servizi pubblici locali che non sono già gestiti da privati dovranno essere affidati tramite gara d’appalto o società mista o gestione diretta ”in house” o, infine, per i servizi diversi da quelli a rete, con la gestione ”in economia” o ”mediante azienda speciale”.

Tagli anche ai piccoli “conflitti di interesse” e alle parentopoli: i componenti di organi di indirizzo politico, dirigenti e responsabili degli uffici o dei servizi pubblici locali di Comuni e Città metropolitane di vigilanza o controllo e delle stazioni appaltanti non potranno avere incarichi professionali, di amministrazione o di controllo, né inerenti alla gestione del servizio. I divieti valgono anche per i coniugi, parenti e affini entro il quarto grado dei soggetti interessati.

Altre novità sono in arrivo anche per la gestione dei servizi, che dovrà essere affidata unitariamente a quella delle reti e degli impianti, e rimarrà comunque di proprietà pubblica. La gestione ”separata” potrà avvenire solo ”per ragioni di efficienza, tutela della concorrenza o, comunque, in funzione del maggior beneficio per gli utenti” e potrà essere affidata a società miste o ”in house”. La bozza prevede inoltre la possibilità che il servizio dei rifiuti urbani venga affidato ai privati. Novità, infine, anche per le tariffe. I ticket per i trasporti e le bollette di energia e gas dovranno tenere conto della corrispondenza tra costi e ricavi, così da garantire la copertura integrale delle spese.

 

 

“La trasformazione delle utility nell’Italia che cambia”, il 28 gennaio a Roma la IV Edizione del Top Utility

14 gennaio 2016 News 0

Torna a Roma per la sua quarta edizione il Top Utility Award, l’evento annuale che analizza e premia il settore dei Servizi di Pubblica Utilità. Il convegno e la premiazione avranno luogo il 28 gennaio 2016 all’Auditorium di via Veneto.
“La trasformazione delle utility nell’Italia che cambia”, questo il titolo dell’appuntamento 2016, sarà come di consueto introdotto e moderato da Gianni Trovati, giornalista del Sole 24 Ore. Alla relazione del professor Marangoni, ceo di Althesys, dal titolo “Le performance delle utility italiane. I risultati della IV indagine sulle prime 100 utility italiane”, seguirà una tavola rotonda alla quale parteciperà Guido Bortoni, Presidente di AEEGSI; prevista anche la presenza di Giovanni Valotti, Presidente di Utilitalia, e Giovanni Pitruzzella, Presidente di AGCM.

Top utility analizza il Sistema delle public utility, valorizzando le aziende impegnate nei Servizi di Pubblica Utilità (gas, acqua, elettricità, gestione rifiuti) con lo scopo di sottolinearne il ruolo fondamentale per lo sviluppo del sistema Paese, della competitività e del benessere collettivo. I principi che Top Utility individua come eccellenze nel settore utility sono la sostenibilità, l’efficienza, l’economicità, l’etica e la qualità del servizio.

Teleriscaldamento di Novara: A2A dovrà risarcire 38 milioni a Pessina Costruzioni

30 luglio 2015 News 0

Il gruppo Pessina Costruzioni ha reso noto la decisione del collegio arbitrale che le ha dato ragione nel procedimento su Asm Novara. Ora la multiutility A2A sarà obbligata a risarcire Pessina Costruzioni per inadempimento delle obbligazioni parasociali e per aver dolosamente demolito la concessione ultraquarantennale, sottoscritta nel 2006, per il teleriscaldamento della città di Novara. Il collegio arbitrale ha quindi riconosciuto le ragioni e la condotta esemplare della società di costruzioni.

Amarezza per Novara – Pessina Costruzioni, che aveva creduto in questa iniziativa con grande entusiasmo, prende atto del risultato ma sottolinea la propria amarezza per la perdita di un’opportunità importante per Novara e per i suoi abitanti. Per non parlare dell’ennesimo spreco di denaro pubblico, aggiunge, che poteva essere evitato. Sul fronte giudiziale, poi, Pessina si riserva di impugnare il lodo che, a fronte di danni dimostrati per oltre 100 milioni di euro, ne riconosce solo 38. In particolare, Pessina Costruzioni ritiene che ci sia una totale assenza di contestazioni da parte di A2A circa il danno dettagliatamente provato da Pessina e da tecnici terzi. Per questo non ritiene condivisibile la limitata liquidazione operata dal collegio arbitrale.

La vicenda – La vicenda fa seguito alla convenzione di project financing firmata il 20 dicembre 2006 con Pessina Costruzioni di Milano e Asm Brescia, successivamente diventata A2A Spa. Le due aziende nel 2007 avevano dato vita ad Asm Novara Spa, società di progetto detenuta al 50% da A2A e al 50% da Pessina Costruzioni Spa. Dei 25 chilometri di tubazioni previsti nell’ambito di un progetto da quasi 60milioni di euro (la concessione sarebbe dovuta proseguire per 41 anni) ne è stato posato solo uno. Poi il comportamento di A2A, propensa per ragioni tutte interne ad affossare il progetto, ha impedito a Pessina Costruzioni Spa di dare esecuzione ai lavori programmati.

A cura di e-gazette.it

A2a, Epcg approva il bilancio 2014 e la distribuzione dei dividendi

29 luglio 2015 News 0

L’Assemblea degli Azionisti di EPCG, la controllata montenegrina di A2a, ha approvato i bilanci 2014 della società. Nella stessa seduta sono anche stati nominati i nuovi componenti del Consiglio di Amministrazione (nel quale tre consiglieri su sette sono indicati da A2A) e ha approvato l’operazione straordinaria di ristrutturazione del capitale, con la copertura delle perdite cumulate pregresse, precondizione per la distribuzione dei dividendi negli anni futuri. Lo si apprende da una nota dell’utility lombarda.

Restituzione ai soci dell’utile – Contestualmente, l’Assemblea ha anche deliberato la restituzione di una quota del capitale ai soci, per un ammontare corrispondente all’utile di esercizio 2014, pari a circa 35 M €, per cui A2A riceverà nel secondo semestre 2015 circa 14,6 milioni €, primo ritorno finanziario dal suo ingresso nella società montenegrina.

A2A e il Governo del Montenegro, inoltre, hanno definito le modalità di estensione per un

mese degli accordi in essere dal 2009. Ciò consentirà di proseguire le negoziazioni già avviate per la continuazione della partnership, sulla base di principi fondamentali condivisi tra le parti.

A cura di e-gazette.it

Expo, una gestione idrica efficiente in agricoltura vale 17 miliardi

28 luglio 2015 News 0

L’impiego efficiente delle risorse idriche è in tutto il mondo tra i principali fattori chiamati a garantire la sostenibilità alimentare ed economica, specie nelle aree a maggiore rischio di siccità. Se l’Italia, per esempio, investisse nella gestione avanzata e sostenibile dell’acqua in agricoltura, potrebbe godere di benefici complessivi tra i 9,7 e i 17,3 miliardi di euro in trent’anni. La stima è contenuta nello studio presentato questa mattina a Expo Milano 2015 da Alessandro Marangoni, coordinatore della ricerca e Ceo di Althesys, nel corso del convegno “Nutrire il pianeta, acqua per la vita. La gestione della risorsa idrica strategica per la sostenibilità alimentare”. L’incontro, organizzato da Irritec e Althesys, ha analizzato la relazione che intercorre tra il settore agroalimentare e quello idrico, alla luce dei diversi impieghi dell’acqua – tra uso agricolo, civile e industriale – e sul ruolo al quale sono chiamati i diversi attori coinvolti.
“L’acqua – ha sostenuto Marangoni – è un fattore cruciale per la competitività dell’agricoltura italiana, considerato che le produzioni irrigue costituiscono l’80% delle esportazioni. Il ricorso a politiche efficienti ed innovative nella gestione idrica consente notevoli benefici da un punto di vista economico, ambientale e sociale”.
L’ottimizzazione nella gestione dell’acqua – suggerisce la ricerca – deve essere inquadrata comunque in una logica di sistema. Da un lato occorre considerare tutte le diverse aree di intervento e quindi i metodi irrigui (l’irrigazione a goccia e la microaspersione rispetto all’aspersione), i modelli gestionali a supporto agli agricoltori, le nuove tecnologie, come i sistemi di consegna automatizzati e le reti di adduzione e distribuzione che sostituiscono i canali a cielo aperto più inefficienti.
Dall’altro lato bisogna coinvolgere tutti i diversi stakeholder: aziende agricole, consorzi di bonifica, utilities, industria e istituzioni, al fine di definire politiche coerenti e coordinate tra tutti i soggetti e nell’obiettivo ultimo di premiare le produzioni più efficienti e a maggiore valore aggiunto.

A cura di e-gazette.it