Fax Now: (925) 132-4545

Il think tank per l’eccellenza delle utility italiane

 

Author Archives: admin

Il futuro dei servizi pubblici è nell’efficienza energetica

3 aprile 2017 News Commenti disabilitati su Il futuro dei servizi pubblici è nell’efficienza energetica

Grazie ad un uso razionale delle risorse, i servizi pubblici possono migliorare la vita socio-economica delle nostre città anche ipotizzando un futuro di servizi on demand. Lo dice la nuova edizione di “Orange book – efficienza energetica e nuovi servizi per le città” messa a punto da Utilitalia.

La monografia ha l’obiettivo di rilanciare il ruolo e le attività delle utilities e dei cittadini a partire dal potenziale (tuttora inespresso) di servizi legati alla rivoluzione tecnologica dei progetti di efficienza energetica. I servizi on-demand – spiega l’“Orange book” – sono il punto di contatto tra tematiche energetiche e sociali che si riflette nella qualità stessa dei servizi e dell’ambiente urbano: ascoltare i cittadini, infatti, stimola la partecipazione, aumentando la consapevolezza del proprio ruolo e responsabilizzando ad un uso razionale delle risorse rispetto un mix di soluzioni per la sostenibilità.

Cinque i settori chiave analizzati per valutare l’applicazione e lo sviluppo di nuovi modelli: biometano, teleriscaldamento, illuminazione pubblica, efficientamento delle infrastrutture idriche e mobilità sostenibile. Ambiti in cui le amministrazioni locali dovrebbero cogliere le potenzialità offerte dalle utilities sull’efficienza energetica, e di conseguenza raggiungere i target di riduzione delle emissioni. Ad esempio, viene evidenziato che, per i servizi idrici, l’adozione di un sistema automatico di controllo del funzionamento dell’impianto può far risparmiare: il 10% di acqua, dal 12 al 30% di energia elettrica, una riduzione fino al 30% dei malfunzionamenti dell’impianto e un taglio dei costi di manutenzione dal 15 al 30%.

Altri dati legati al risparmio emergono dall’analisi di alcuni progetti di efficientamento delle reti di illuminazione pubblica forniti da un gruppo di utilities. In particolare, la sostituzione di corpi illuminanti tradizionali, con circa 260 mila nuovi punti luce con tecnologia a led, ha consentito una riduzione della CO2 pari a 38.000 ton/anno.

“L’efficienza è la strada primaria da percorrere in qualsiasi settore, ancora di più quando parliamo di servizi pubblici ed energia. La SEN (Strategia Energetica Nazionale) rappresenta un’occasione da non perdere – osserva Giovanni Valotti, Presidente di Utilitalia – per coordinare istituzioni, operatori ed enti locali. Le città, in particolare le più grandi, sono il luogo ideale per attuare i principi del Clean Energy Package e le utilities, con i loro progetti già realizzati per il teleriscaldamento, la mobilità sostenibile, la produzione di energia o di biometano tramite i rifiuti, possono essere il volano di questa attuazione”.

Quadrifoglio chiude con successo l’emissione di un bond da 50 milione di euro

20 marzo 2017 News Commenti disabilitati su Quadrifoglio chiude con successo l’emissione di un bond da 50 milione di euro

L’utility fiorentina Quadrifoglio ha concluso con successo l’emissione di un prestito obbligazionario di 50 milioni di euro sottoscritto da investitori istituzionali.

Le obbligazioni, con una durata pari a 7 anni, quotate presso il mercato regolamentato della Borsa di Dublino (ISE – Irish Stock Exchange), presentano una cedola del 2,70%. I proventi dell’emissione verranno utilizzati per finanziare gli investimenti della società correlati alla trasformazione dei servizi di raccolta e trattamento rifiuti nella logica di una loro sempre più efficiente gestione industriale.

L’operazione consente di ottimizzare la struttura finanziaria della Società anche nella prospettiva dell’imminente closing dell’operazione di fusione con altre 3 aziende del settore (ASM, Publiambiente e CIS), che darà vita al quinto operatore nazionale nel settore dei rifiuti.

Accordo Anci e Utilitalia per sviluppare i servizi pubblici

20 marzo 2017 News Commenti disabilitati su Accordo Anci e Utilitalia per sviluppare i servizi pubblici

Sarà un Comitato congiunto di indirizzo, formato da Anci (l’Associazione nazionale dei Comuni italiani) e Utilitalia (la Federazione delle imprese di acqua ambiente e energia) ad analizzare e promuovere lo sviluppo dei servizi pubblici per accompagnare l’innovazione nelle città.

È questo il senso del protocollo d’intesa sottoscritto nella sede dell’Anci a Roma, dal Presidente Antonio Decaro e da Giovanni Valotti Presidente di Utilitalia, la federazione che riunisce oltre 500 imprese energetiche, idriche e ambientali.

“La sostenibilità, la crescita intelligente, la ricerca di una strategia che coniughi il rispetto per l’ambiente con lo sviluppo attraverso l’innovazione – commenta il presidente Decaro – è una sfida che assorbe le mie energie fin dal primo momento del mio impegno politico. I servizi pubblici, dalla gestione dei rifiuti a quella dell’acqua, sono uno snodo fondamentale di questa sfida. Ritengo la collaborazione dei Comuni con Utilitalia già nelle cose e oggi formalizzata con questa intesa, funzionale a raggiungere gli obiettivi”.

Dagli investimenti in infrastrutture, allo sviluppo industriale delle smart cities, dal contrasto all’inquinamento delle città, alla riduzione dell’impatto dei cambiamenti climatici, uno sforzo congiunto tra l’Associazione dei Comuni e la Federazione delle imprese, per trovare soluzioni e ottimizzare l’organizzazione dei servizi di pubblica utilità.

Tra le prime sfide da affrontare figurano già da ora gli investimenti infrastrutturali nei settori energetici, idrici e ambientali, le gare per l’affidamento dei servizi, il raggiungimento degli obiettivi comunitari nel ciclo integrato dei rifiuti, la prevenzione e gestione delle situazioni di emergenza idrogeologica (alluvioni o frane) e la semplificazione dei servizi ai cittadini.

“La collaborazione tra le aziende di servizi pubblici e gli enti locali non ha bisogno di particolari accordi e protocolli, perché ha più di un secolo di storia – osserva il presidente Valotti – la nostra vita di cittadini però sta cambiando rapidamente, a fronte delle nuove sfide ambientali, tecnologiche e del mutamento delle abitudini di consumo. Gli enti locali e le aziende sono spesso co-autori di questi cambiamenti, accompagnando o anticipando gli obiettivi di sostenibilità ambientale, la domanda di servizi o più semplicemente il cammino del progresso. Il documento firmato tra noi e Anci sottolinea la condivisione di nuovi obiettivi per il disegno delle città del futuro”.

Estra rileva la maggioranza di Gas Marca di Civitanove Marche

20 marzo 2017 News Commenti disabilitati su Estra rileva la maggioranza di Gas Marca di Civitanove Marche

Estra si rafforza sul mercato della distribuzione gas a Civitanova Marche, rilevando nel corso dei prossimi cinque anni il 51% di Gas Marca..

“Questa acquisizione rappresenta un’ulteriore tappa del nostro percorso di crescita – ha dichiarato Macrì, presidente di Estra – siamo uno dei principali player a livello nazionale, ma non dimentichiamo le nostre origini. Per questo puntiamo a partnership, come nel caso di Gas Marca, con realtà che condividono le medesime storie e soprattutto un forte legame con il territorio di appartenenza. Toscana e Marche sono oggi le due regioni che stanno dominando il futuro di Estra. Con la liberalizzazione ci sono state numerose aggregazioni che consentono maggiore competizione anche sulle reti di distribuzione. A questo punto le piccole società si trovano davanti a due scelte per fronteggiare il mercato: entrare a far parte di gruppi eccessivamente grandi oppure scegliere partner come Estra, robusto ma a misura di territorio. Con Gas Marca ci sono tutte le condizioni per fare un ottimo lavoro nei prossimi cinque anni”.

“Meglio di così non poteva andare – rileva il presidente Atac Mantella – l’operazione è stata fatta in tempi brevi e l’intesa stretta con Estra è stata da subito positiva. Un ulteriore motivo di soddisfazione è che entrambe le società si basano sugli stessi principi, la stessa sensibilità che privilegia il rapporto con l’utenza ed è attenta alle esigenze del territorio”.

“La società Gas Marca è appetibile sul mercato e molto radicata nel territorio civitanovese – ha sottolineato Vallesi – siamo sicuri che grazie a Estra riusciremo a mettere a segno gli obiettivi del piano industriale”.

In un mercato che spinge sempre più verso le aggregazioni, l’ingresso di Estra Energie permetterà alla nuova Gas Marca e all’ATAC Civitanova di incrementare il fatturato e acquisire un crescente numero di clienti, anche attraverso la fornitura di energia elettrica, così da rendere la società di vendita ancora più forte e competitiva sul territorio ed ancor più vicina e pronta a rispondere alle esigenze dei cittadini.

La romagnola Unica Reti in polemica con il Mise per l’ammortamento

16 marzo 2017 News Commenti disabilitati su La romagnola Unica Reti in polemica con il Mise per l’ammortamento

Il Ministero nega alle reti gas possedute da 23 comuni romagnoli la stessa quota di ammortamento riconosciuto alle società private e alle utility. L’accusa è formulata in un comunicato di Unica Reti Spa di proprietà dei comuni di Forlì-Cesena, nel quale si parla di ostacoli posti dal Ministero dello Sviluppo economico, che non gradirebbe – secondo la società – la proprietà pubblica di 2500 chilometri di reti gas.

I fatti – I Comuni dell’ATEM (Area territoriale minima per le gare gas) di Forlì-Cesena decisero sin dal 2008, a fronte della volontà governativa di assegnare per gara lo svolgimento del servizio di distribuzione del gas, di affidare alla loro società patrimoniale Unica Reti SpA l’insieme delle Deleghe e il ruolo di Stazione Appaltante per la predisposizione e lo svolgimento delle stesse gare, che sembravano imminenti.

La scelta di questi Comuni confermava la volontà politica di salvaguardare il possesso pubblico delle infrastrutture – 2.500 chilometri di reti gas – e la netta separazione tra la proprietà dell’infrastruttura di rete dalla gestione del servizio di distribuzione del gas.

Unica Reti, società a totale partecipazione pubblica e proprietaria delle reti gas che saranno messe a gara, “ha svolto il compito assegnatole dai Comuni Soci e dalla legge, tant’è che dallo scorso settembre 2016 potrebbe pubblicare il Bando di Gara e invece attende sin dal 2014 che il Ministero dello sviluppo economico (MISE) approvi il riconoscimento della Quota Ammortamenti anche ai Comuni o loro Società delle Reti, così come dal MISE stesso formalmente richiesto all’AEEGSI.

La quota di ammortamento – L’ulteriore riforma del servizio di distribuzione avviata nel 2011, tesa alla pubblicazione delle Gare Gas oggi in via di attuazione, prevede lo svolgimento in tutta Italia di gare pubbliche per l’assegnazione del servizio di distribuzione della durata di 12 anni, prevedendo fra gli oneri da riconoscere ai proprietari delle reti, oltre alla quota di remunerazione, anche la “quota ammortamento” sul valore dei beni affidati per lo svolgimento del servizio. Tale Quota Ammortamento non è riconosciuta dal Decreto Ministeriale 12 novembre 2011, n. 226 sulle Gare gas, nel caso in cui i beni siano di proprietà dei Comuni o delle Società delle Reti (soggetti di Diritto privato partecipati dai Comuni). Tale riconoscimento è oggi previsto solo per i beni (le reti) delle Società private e delle Utility.

La dimenticanza del MISE – Unica Reti non riesce ad avere risposta sui motivi di questa “dimenticanza”, nonostante ripetute dettagliate segnalazioni e le assicurazioni di interessamento e di celere soluzione della questione avute da esponenti governativi, che portò ad una comunicazione del MISE all’AEEGSI con la quale chiedeva di correggere il Contratto di Servizio tipo al fine di ovviare al mancato riconoscimento degli Ammortamenti a favore di enti locali e Società delle Reti.

La stessa AEEGSI, che ha disegnato il sistema tariffario da applicare al sistema nazionale del gas ridefinito dalle gare d’ambito, è intervenuta con propria Delibera del novembre 2014, recependo favorevolmente le indicazioni ricevute dallo stesso MISE, che da quella data non ha però più dato seguito a quanto da esso stesso richiesto.

La disparità di trattamento sullo stesso cespite tra Società patrimoniali dei Comuni proprietari delle reti e Società di Distribuzione del Gas non troverebbe quindi giustificazioni, come riconosciuto anche dall’Autorità per l’energia.

 

Herambiente: nel 2016 oltre 4.600 visitatori agli impianti gestiti

16 marzo 2017 News Commenti disabilitati su Herambiente: nel 2016 oltre 4.600 visitatori agli impianti gestiti

Sono state oltre 4.600 le persone che nel 2016 hanno fatto visita agli impianti Herambiente, la società del Gruppo Hera, che gestisce direttamente o tramite società controllate tutte le attività di trattamento e recupero dei rifiuti solidi e liquidi, urbani e speciali, pericolosi e non pericolosi.

Si tratta di impianti di digestione anaerobica e compostaggio, selezione per il riciclo, termovalorizzatori, discariche, impianti di stoccaggio-recupero e di trattamento dei rifiuti industriali presenti da Trieste fino al Molise e operano sul territorio nazionale.

Hera offre a tutti la possibilità di visitarli per scoprire “in diretta” il loro funzionamento e il viaggio compiuto dai rifiuti una volta usciti dalle case e dalle aziende. I cittadini possono accedervi grazie a un calendario di visite guidate; solo nel 2016 le giornate di apertura degli impianti sono state 238, la quasi totalità dei giorni lavorativi nell’anno.

Il dato più alto di affluenza di ospiti si è registrato ai termovalorizzatori, con oltre 2.730 presenze. Gli impianti sono attivi nelle province di Bologna, Forlì, Ravenna, Modena, Ferrara, Rimini, Padova, Trieste e Pozzilli (IS). Tra coloro che hanno prenotato la visita, oltre a privati cittadini e scolaresche, ci sono state anche più di 30 delegazioni, italiane e straniere, di aziende e rappresentanti governativi. Molto richieste anche le visite agli impianti di selezione per il riciclo, presenti nelle province di Bologna, Modena, Ferrara, Ravenna e Rimini, in cui si sono recate complessivamente oltre 820 persone. Le visite agli impianti di compostaggio, attivi nel territorio emiliano-romagnolo (province di Bologna, Ravenna, Rimini, Ferrara, Forlì-Cesena) hanno fatto registrare circa 600 presenze; oltre 400, invece, i visitatori agli impianti di trattamento dei rifiuti industriali presenti nei territori di Ravenna e Pisa (Waste Recycling, società che dal 1° gennaio 2016 è controllata da Herambiente).

 

A2A acquisce la maggioranza di AsVt

16 marzo 2017 News Commenti disabilitati su A2A acquisce la maggioranza di AsVt

Dopo la rinuncia degli altri soci al diritto di opzione, A2A ha sottoscritto integralmente l’aumento di capitale a pagamento, di 5,8 milioni, deliberato il 28 febbraio 2017 dall’assemblea straordinaria di ASVT (Azienda Servizi Val Trompia), finalizzato alla realizzazione del piano industriale della società.

La quota del Gruppo A2A nel capitale sociale di ASVT è quindi passata dal 49% a circa il 65%. I fondi saranno destinati prioritariamente ad interventi sul Ciclo Idrico integrato per il potenziamento dei sistemi di depurazione, in un’ottica di sempre crescente salvaguardia del benessere dei cittadini e della qualità ambientale del territorio.

ASVT, fondata dalla comunità montana di Valtrompia, ha prodotto nel 2015 un Margine Operativo Lordo di oltre 4 milioni di euro e un Risultato Netto di circa 2,2 milioni di Euro. Il Capitale Investito netto al 31 dicembre 2015 è di circa 19,4 milioni ed è composto da un Patrimonio Netto di circa 11,9 milioni, e da una Posizione Finanziaria Netta di circa 7,5 milioni.

 

L’Autorità chiude l’indagine sull’acqua: forti carenze delle infrastrutture fisiche

16 marzo 2017 News Commenti disabilitati su L’Autorità chiude l’indagine sull’acqua: forti carenze delle infrastrutture fisiche

Gli acquedotti italiani, a causa delle vetustà delle condotte e allo scarso tasso di rinnovo, presentano forti carenze nelle condizioni fisiche, con criticità riscontrate dal 62% delle gestioni. La medesima problematica è evidenziata in maniera importante sia sulle reti di distribuzione sia su quelle di adduzione. Lo evidenzia l’indagine conoscitiva sulle modalità di individuazione delle strategie di pianificazione adottate nei programmi degli interventi del Servizio Idrico Integrato (SII) finalizzata a garantire che gli investimenti, di cui – una volta realizzati – si riconoscono i costi in sede di approvazione tariffaria, siano stati pianificati con criteri di appropriatezza e di allocazione efficiente delle risorse economiche a loro destinate.

Dall’analisi emerge il persistere della difficoltà di intercettare l’estrema eterogeneità e specificità delle criticità dei vari territori, risultando problematico riscontrare una corrispondenza chiara e condivisa tra criticità e indicatori di performance, né tantomeno risultano specificate le modalità di calcolo degli indicatori che ne rendano univoco il significato e generalizzabile il loro utilizzo.

Sulla base degli interventi previsti dai piani, le aree di criticità che richiedono maggiori investimenti – in base all’analisi sul quadriennio 2016-2019 – risultano concentrarsi soprattutto nelle attività di depurazione e fognatura – oggetto di infrazioni europee – seguiti dall’attività di distribuzione di acquedotto.

Dalla ricognizione appena conclusa, basata sui dati forniti da un campione di Piani di intervento (PdI) che coprono il 60,6% della popolazione nazionale, l’analisi ha evidenziato per gli acquedotti forti carenze nelle condizioni fisiche delle condotte (criticità citata dal 62% delle gestioni, che servono il 67% della popolazione). La medesima problematica è evidenziata in maniera importante sia sulle reti di distribuzione sia su quelle di adduzione, dovuta sempre e principalmente alla vetustà delle condotte e allo scarso tasso di rinnovo. Tale criticità incide fortemente sull’entità delle perdite di rete, non consentendo di raggiungere l’obiettivo di una loro significativa riduzione (criticità proposta dal 46% delle gestioni che coprono il 44% della popolazione).

Una seconda problematica molto diffusa è quella relativa all’insufficienza del sistema delle fonti per garantire la sicurezza dell’approvvigionamento, che interessa il 54% delle gestioni che coprono il 69% della popolazione. Se a tale criticità sommiamo quella relativa alla vulnerabilità delle fonti di approvvigionamento, citata dal 25% delle gestioni (36% della popolazione), ne emerge un quadro di fragilità del sistema acquedottistico sul territorio nazionale.

Un’ulteriore criticità rilevata molto frequentemente attiene al cattivo funzionamento o alla vetustà dei misuratori di utenza, che viene indicata per il 48% delle gestioni, che servono il 54% della popolazione. Tale criticità tende a vanificare lo sforzo teso al raggiungimento dell’obiettivo nazionale ed europeo del risparmio idrico.

La necessità di raggiungere la copertura totale della popolazione costituisce ancora oggi la criticità più rilevante nella gestione del servizio di fognatura. In particolare, casi di vetustà e di inadeguatezza fisica dell’infrastruttura fognaria sono stati riscontrati dal 67% del campione analizzato con riferimento a tratti delle condotte gestite, dal 44% per quanto riguarda gli impianti e dal 28% per gli scaricatori di piena, spesso da adeguare alle normative vigenti.

Quasi la metà delle gestioni esaminate, pari a due terzi della popolazione, ha indicato come criticità prevalente l’assenza del servizio di depurazione in alcune aree – più o meno ampie – del territorio servito. Laddove esistenti, invece, gli impianti di depurazione risultano spesso inadeguati in termini di obsolescenza impiantistica e incompletezza dei trattamenti per garantire l’assoluto rispetto dei limiti di scarico previsti dalle norme vigenti (20% gestioni per una popolazione servita pari a un terzo del campione). A ciò si unisce l’ulteriore criticità legata all’eccessiva frammentazione del servizio, con presenza di impianti di dimensioni poco efficienti (30% delle gestioni che coprono il 55% della popolazione).