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Il think tank per l’eccellenza delle utility italiane

 

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Respinta la class action contro Publiacqua per le tariffe 2011-2012

23 dicembre 2013 News 0

 

 

Per il tribunale di Firenze, Publiacqua non ha messo in atto alcun comportamento illecito, non solo perché la società non ha potere nel determinare le tariffe, ma anche perché non ha tenuto comportamenti commerciali aggressivi e scorretti

 

 

È stata rigettata dal Tribunale di Firenze la class action intentata contro Publiacqua in merito alla presunta mancata restituzione della quota di tariffa relativa alla remunerazione del capitale abrogata con il referendum del 2011 ed alla tariffa applicata nei mesi successivi.

“Finalmente è accertato quanto abbiamo più volte affermato e ricordato – ha dichiarato il presidente di Publiacqua, Filippo Vannoni. – Publiacqua ha sempre agito nel rispetto delle norme e della Convenzione di affidamento del servizio”.

Nel dispositivo della sentenza si legge che Publiacqua non ha messo in atto alcun comportamento illegittimo o illecito, non solo perché la società non ha potere nel determinare le tariffe, ma anche perché non ha tenuto comportamenti commerciali aggressivi e scorretti nei confronti di quegli utenti che avevano contestato l’applicazione delle tariffe stesse.

Publiacqua, viceversa, ha tenuto un atteggiamento corretto informando tutti coloro che avevano messo in dubbio la legittimità delle fatture, spiegando come le tariffe applicate fossero quelle approvate dagli enti preposti, e come fosse in definizione il nuovo metodo tariffario.

È significativo che solo nove utenti su 380mila abbiano promosso la class action.

Fonte: www.e-gazette.it

Federutility punta sull’efficienza del servizio. Bazzano: non siamo srl comunali

22 dicembre 2013 News 0

 

 

 

Dopo l’annuncio dell’Autorità alla Conferenza nazionale sulla regolazione idrica i gestori idrici si schierano dalla parte di Bertoni. Bazzano: “Elevare gli investimenti per crescita occupazionale e qualità ambientale”. Durante l’assemblea dell’organizzazione il presidente sottolinea che le utility non possono essere regolate come le società comunali che gestiscono le pulizie o l’informatica. Gli Ato non decollano.

 

 

“I gestori idrici italiani sono al fianco dell’Autorità per l’energia elettrica, il gas e l’acqua per l’efficientamento del sistema idrico nazionale. Elevare la qualità del servizio idrico è un impegno che i Gestori assolvono da sempre, con competenza tecnica e conoscenza dei territori di riferimento”.

Così il presidente di Federutility, Roberto Bazzano, commenta la Conferenza nazionale sulla regolazione idrica organizzata a Milano dall’Autorità. Da due anni (decreto legge 201/2011), all’Autorità sono stati attribuiti compiti di regolazione e vigilanza anche sui servizi idrici italiani, superando anni di governance frammentata e talvolta incoerente.

“Federutility, che associa tutti i gestori idrici italiani, continuerà il suo impegno di supporto all’Autorità, forte del radicamento sui territori e del know how acquisito in quasi 100 anni di servizio. Con l’attribuzione all’Autorità dei compiti di vigilanza e regolazione sui servizi idrici, il quadro della governance si è fatto più ordinato, sebbene permangano sovrapposizioni di competenze tra i livelli nazionali e regionali che rendono ancora farraginoso il processo di pianificazione e di gestione della risorsa idrica. All’Authority– conclude Bazzano – spetta un compito oneroso, attraverso la definizione di un metodo tariffario che si mostri capace di sostenere l’ingente fabbisogno di investimenti del settore. Non mancherà il nostro supporto, dialettico e talvolta critico, al raggiungimento di un obiettivo atteso da oltre vent’anni”.

In occasione dell’assemblea della Federutility, che si è svolta nei giorni scorsi, il presidente Bazzano ha osservato inoltre che le aziende che gestiscono acqua, gas, energia e rifiuti “non possono essere regolate come le srl comunali che gestiscono le pulizie o l’informatica”.

Questo l’appello rivolto dal presidente di Federutility, Roberto Bazzano, al Governo.

“Il mondo delle partecipazioni societarie degli enti locali ricomprende due universi totalmente distinti tra di loro le società strumentali e le imprese di gestione dei servizi pubblici. È urgente fare chiarezza ed evitare generalizzazioni”.

In uno studio condotto dalla Fondazione Utilitatis si dice che “nell’insieme delle 3.819 società di capitale partecipate dagli enti Locali, i servizi pubblici locali (acqua, energia, gas, rifiuti) rappresentano solo il 29,2% del totale. Nel 2011 hanno fatto registrare un valore della produzione di 40,2 miliardi di euro e generato utili per gli enti locali (al netto delle imposte) per 604 milioni”. Mentre “le altre società strumentali, partecipate dai comuni, non hanno a che fare con la pubblica utilità , sono oltre 2.700 e hanno dato luogo a perdite nette per 107 milioni”.

Nell’acqua si è “ancora in difficoltà . Sui 92 Ato istituiti, 19 non hanno mai affidato il servizio. Il principale effetto della situazione è la sopravvivenza di realtà gestionali assolutamente incapaci di accedere al mercato del credito e di realizzare gli investimenti necessari a garantire un servizio in linea con gli standard nazionali e comunitari”.

Fonte: www.e-gazette.it

 

Ricerca Althesys: gli investimenti generano 21mila occupati

21 dicembre 2013 News 0

Secondo lo studio, occorrono una visione complessiva e una governance politica più forte, che coinvolga anche il settore agricolo e industriale. Il dilemma delle tariffe e delle risorse finanziarie necessarie a migliorare la qualità del servizio.

Gli investimenti fatti dalle maggiori utility italiane nel settore acqua portano a ricadute economiche stimate per il Paese in oltre 3,6 miliardi euro all’anno e creano 21.000 posti di lavoro. Sono alcuni dei dati presentati da Alessandro Marangoni, ceo di Althesys, alla seconda Conferenza nazionale sulla regolazione dei servizi idrici, organizzata a Milano dall’Autorità per l’Energia.

Secondo l’analisi di Althesys, il totale delle ricadute degli investimenti delle imprese idriche tra le 100 maggiori utilities nazionali, pari nel 2011 a 1,1 miliardi di euro, è di 3,601 miliardi, pari allo 0,22% del Pil con una stima di circa 110 miliardi di euro in 30 anni. Questo volume di investimenti genera circa 11.850 posti di lavoro diretti e 9.070 indiretti, per un totale di quasi 21.000 occupati. Le aziende del settore del ciclo idrico integrato hanno investito mediamente l’11,3% del fatturato, contro il 4% circa degli altri comparti utility. Le principali aree di intervento sono nella sostituzione delle tubazioni, ampliamento e adeguamento della rete fognaria e degli impianti di depurazione. Nonostante la congiuntura economica negativa, ha rilevato ancora Marangoni, il settore delle utility ha svolto infatti storicamente un ruolo anticiclico e difensivo, dimostrandosi anche relativamente stabile rispetto ad altri comparti. Gli investimenti nel settore costituiscono un motore di sviluppo date le loro peculiarità tipicamente infrastrutturali e il carattere trasversale della domanda indotta rispetto ai vari settori produttivi. Questa stima fa riferimento ai soli profili economici, escludendo quelli ambientali e intangibles.

Tuttavia, la sola tariffa non può risolvere tutti i problemi del settore idrico, secondo Marangoni: è necessario migliorare il rapporto qualità/prezzo.

”Occorre favorire – dice il docente dell’Università Bocconi – efficienza e aggregazioni per ottenere economie di scala. Per fare questo è necessario anche avere una visione complessiva della risorsa acqua, che coinvolga non solo le utility, ma anche altri settori come agricoltura, energia e industria. Insomma serve una politica nazionale per l’acqua a tutto tondo”.

Fonte: www.e-gazette.it

Da gennaio nuove regole per le tariffe (e bollette più trasparenti)

19 dicembre 2013 News 0

 

 

L’annuncio del presidente dell’Autorità dell’energia, Guido Bortoni, nel corso della seconda Conferenza nazionale sulla regolazione dei servizi idrici. In 5 anni serviranno 25 miliardi di investimenti. Le restituzioni ai consumatori dei soldi già pagati. Misure contro l’acqua arsenicata.

 

 

Il 1° gennaio entrerà in vigore il nuovo Metodo Tariffario Idricointrodotto dall’Autorità per l’energia,per favorire costi sempre più efficienti e per stimolare investimenti che riducano le perdite e l’inquinamento ambientale. E, sempre a inizio anno, diventa operativa la direttiva sulla trasparenza delle bollette, per renderle più chiare e dare maggiori informazioni suidiritti dei consumatori, con l’obbligo ai gestori di pubblicare on line le Carte dei servizi.Ad annunciare queste novità il presidente dell’Autorità, Guido Bortoni, nel corso della seconda Conferenza nazionale sulla regolazione dei servizi idrici che si è tenuta a Milano per tracciare un bilancio sull’attività svolta e per delineare le linee strategiche e gli sviluppi futuri.

Gli obiettivi prioritari dell’Autorità nel settore idrico sono promuovere, attraverso una regolazione stabile e certa, l’economicità, l’efficienza e l’equilibrio economico finanziario nelle gestioni, un servizio di qualità, lo sviluppo delle infrastrutture e la sostenibilità ambientale della fornitura “affinché -ha affermato Bortoni – tutta la cittadinanza possa avere una buona acqua, restituita alla natura dopo una depurazione efficace, non lasciando alle generazioni future un’eredità negativa di inquinamento e sprechi”.

Oggi le perdite superano il 30%, gli impianti di depurazione non coprono il 30% della cittadinanza e il 15% degli scarichi non ha sistemi fognari.

L’Autorità stima che sono state realizzate meno del 56% delle opere necessarie e che gli interventi più urgenti per superare carenze croniche e mettersi in regola con gli adempimenti europei richiedono oltre 25 miliardi di euro nei prossimi 5 anni.

“Una spesa così rilevante è difficilmente sostenibile con le sole tariffe. Per questo -ha detto Bortoni – insieme alle misure tariffarie l’Autorità è orientata allo sviluppo di nuove opzioni finanziarie integrative e innovative quali, ad esempio, l’introduzione di hydrobond (titoli obbligazionari vincolati al finanziamento di piani di investimento), titoli di efficienza idrica e fondi nazionali, locali o ancor meglio di garanzia’’.

Su criteri innovativi poggia, in particolare, il nuovo Metodo Tariffario Idrico in vigore dal 2014, con particolare riferimento a due principi guida: la selettività e la responsabilizzazione da attuare attraverso una regolazione asimmetrica, capace di adattarsi alle diverse esigenze di un settore molto differenziato a livello locale e nella governance. Nello specifico, sono previsti quattro diversi tipi di schemi tariffari rispetto ai quali ciascun soggetto competente potrà individuare la soluzione più efficace a seconda dei propri obiettivi di sviluppo e delle peculiarità territoriali.

Nel frattempo, in seguito alle approfondite verifiche previste, quest’anno sono già state approvate le tariffe di 486 gestioni in base al precedente metodo tariffario transitorio, per un totale di oltre 20 milioni di abitanti serviti; l’incremento medio è stato contenuto al 2,7% rispetto al 2012, un valoreinferiore al limite previsto dall’Autorità per evitare aumenti indiscriminati.

Nell’anno in corso sono stati inoltre approvati i criteri per la restituzione nelle bollette dei consumatori dell’importo corrispondente alla remunerazione del capitale investito abrogata dal referendum del 2011.

A inizio dicembre, l’Autorità ha intimato ai soggetti che non avevano ancoraproceduto, di individuare entro 30 giorni l’importo da restituire agli utenti. Trascorsa questascadenza, l’Autorità determinerà forfetariamente il rimborso.

Fra le iniziative a tutela dei consumatori, l’avvio di un’indagine per verificare il rispetto delle norme sulla lettura dei consumi e la gestione del contatore, indispensabile anche per introdurre latariffa sociale prevista nel ddl ambiente collegato alla legge Stabilità.

Sugli interventi per garantireai soggetti economicamente disagiati una fornitura gratuita per soddisfare i bisogni fondamentali, l’Autorità ha già fatto una consultazione prevedendo anche misure per limitare la progressività tariffaria alle famiglie numerose e ulteriori interventi per favorire l’accesso all’acqua.

L’Autorità ha anche deciso un supplemento di istruttoria sull’acqua contaminata da arsenico per acquisire ulteriori elementi utili a valutare le ricadute tariffarie, ma anche per verificare se i gestori hanno preso tutte le misure per garantire ai consumatori dei comuni coinvolti un servizio sostitutivo adeguato e per riportare i parametri nella legalità.

Fonte: www.e-gazette.it

 

 

Milano e Brescia approvano il nuovo patto di sindacato di A2A. Quote in vendita nel 2014

18 dicembre 2013 News 0

La delibera dovrà essere approvata dai consigli comunali di Milano e Brescia convocati il 19 e 20 dicembre.

 

Le Giunte di Milano e Brescia hanno approvato le linee guida del nuovo patto di sindacato di A2A tra i Comuni di Milano e Brescia. La delibera prevede che venga superata la governance duale con il ritorno ad unico CdA. Questa scelta comporterà un significativo risparmio oltre ad una maggiore efficienza decisionale.

La quota azionaria di A2A che verrà sindacata nel patto è pari a 50% più due azioni, equamente divisa tra i comuni di Brescia e Milano. Le azioni in eccesso possedute dai due azionisti saranno messe sul mercato nel 2014 secondo le procedure previste per legge.

La delibera approvata dovrà essere approvata dai consigli comunali di Milano e Brescia entro la fine dell’anno. I consigli comunali saranno convocati il 19 e 20 dicembre.

 

Fonte: www.e-gazette.it

Autorità, nuova sanzione da 517mila euro per Acea

17 dicembre 2013 News 0

Nuovo colpo dell’Autorità per l’energia all’Acea. Il regolatore ha inflitto una sanzione di 517mila euro alla società capitolina per non aver rispettato gli obblighi di registrazione delle interruzioni del servizio di distribuzione dell’energia elettrica: il mese scorso la stessa Autorità aveva sanzionato Acea per 150mila euro per la violazione degli obblighi di trasparenza nel servizio telefonico commerciale, mentre è ancora in corso il procedimento sanzionatorio avviato a novembre 2012 “per l’accertamento di violazioni in materia di fatturazione e di standard generali di qualità della vendita di energia elettrica”.

La multa da 517mila euro riguarda le infrazioni registrate nel periodo 2008-2011. In particolare, per tutta la durata della violazione, secondo l’Autorità, Acea non ha provveduto a catalogare nell’apposito registro tutti i solleciti di segnalazioni precedentemente comunicate dai clienti, come invece è previsto dalla regolazione in materia che impone che siano registrate tutte le telefonate dei clienti finali relative a disservizi, comprese le chiamate relative ad eventi già segnalati o correlati a segnalazioni già pervenute.

Lo scopo degli obblighi di registrazione delle interruzioni introdotte dal Regolatore è di consentire non solo di informare correttamente i clienti finali interessati dalle interruzioni, ma anche di facilitare i necessari controlli da parte dell’Autorità per accertare la veridicità delle informazioni e dei dati registrati. Nel definire l’importo delle sanzioni, quindi, l’Autorità ha considerato la maggiore gravità della violazione nel fatto che la mancata registrazione di tutte le chiamate non permette al distributore di avere un quadro  dettagliato del numero delle utenze realmente coinvolte dai guasti né di avere un riscontro sull’avvenuto ripristino del servizio per tutte le forniture di energia elettrica coinvolte.

Fonte: www.e-gazette.it

Iren, Fassino, contro la polverizzazione delle multiutility serve un player di dimensioni adeguate

16 dicembre 2013 News 0

 

 

“Per contrastare l’eccessiva polverizzazione delle aziende del settore delle multiutility dobbiamo continuare a lavorare per costruire un player di dimensioni adeguate”. Lo ha detto il sindaco di Torino, Piero Fassino.

“Lavorare per l’espansione di Iren è una scelta per noi strategica, ma lo è anche per gli altri azionisti e per il Paese. Serve un salto di qualità, che ci consenta di stare al passo con gli altri Paesi”’, ha proseguito Fassino, richiamando la decisione del ministro dello Sviluppo Flavio Zanonato che ha insediato un gruppo di lavoro al ministero “per delineare un piano di azione che consenta la riorganizzazione del settore”.

“Iren è un asset fondamentale per la nostra città e per il Paese – ha concluso – , abbiamo il dovere di promuoverne lo sviluppo e l’espansione”.

“Stiamo scrivendo il nuovo Piano di sviluppo, in funzione del quale definiremo il nuovo sistema organizzativo” – ha detto invece il presidente di Iren, Francesco Profumo.    “Avremmo tre momenti: il consiglio in settimana, quello del 20 dicembre e quello di gennaio, attraverso i quali chiuderemo la fase di avviamento che vede quattro elementi: il piano di sviluppo, l’organizzazione, il sistema informativo, il piano di innovazione”.

Quanto all’indebitamento della società, che sfiora i 2,5 miliardi Profumo, parlando a margine dell’inaugurazione con i cronisti, ha osservato: “la questione dell’indebitamento è strettamente connessa alla creazione di nuovi business. I business tradizionali sono in una  fase di restrizione di perimetro, quindi è necessaria una maggiore innovazione, passando dai prodotti di fabbrica ai servizi a valore aggiunto”.

Profumo, infine, non ha escluso la possibilità, in futuro, di inglobare l’Amiat, l’Azienda di igiene ambientale di Torino. “Oggi di Amiat abbiamo uno quota importante. Nella revisione societaria stiamo ragionando come semplificare il sistema, la modalità non la so ancora, ma certamente abbiamo bisogno di rendere il sistema più semplice”.

“Il primo obiettivo di Iren deve essere il rafforzamento sui territori in cui opera, Piemonte e Liguria, e il consolidamento in Emilia, diventando un player multiregionale sulle tre Regioni; poi dobbiamo rafforzarci dal punto di vista interno, con processi informativi

e maggiore capacità di stare sul mercato, a quel punto potremmo sederci al tavolo con altri”.

Fonte: www.e-gazette.it

Acqua, Lombardia, la Regione approva interventi per 38 milioni

15 dicembre 2013 News 0

 

 

Approvati dalla Giunta regionale della Lombradia interventi per un totale di oltre 38 milioni di euro nel campo delle risorse idriche. “Opere essenziali per migliorare la qualità delle acque lombarde e per evitare le procedure di infrazione comunitaria pendenti sulla Lombardia”. Così l’assessore all’Ambiente, Energia e Sviluppo sostenibile Claudia Maria Terzi, a commento della delibera di programmazione degli interventi nell’ambito dell’Accordo di Programma Quadro “Tutela delle acque e gestione integrata delle risorse idriche”. Verranno realizzati 58 nuovi interventi, di cui 35 relativi al settore collettamento/depurazione e 23 riguardanti l’approvvigionamento di acqua potabile e il potenziamento delle reti.

“Oltre 22 milioni di euro provengono dalle casse di Regione Lombardia – spiega l’assessore – e sono stati recuperati grazie a risparmi su altri progetti e alla riprogrammazione di altri interventi. Il resto, che ammonta a quasi 16 milioni, è rappresentato dalla quota di cofinanziamento messa a disposizione dalle Autorità

d’Ambito.

“Fra i progetti più consistenti si segnalano l’ampliamento dell’impianto di depurazione di Flero (Brescia); il collettore fognario di Sergnano-Pianengo (Cremona); l’adeguamento dell’impianto di depurazione di Lodi; il 2° lotto a Borghetto Lodigiano (Lodi): 2.123.990 euro; la realizzazione di un impianto di trattamento a Cavacurta (Lodi); la realizzazione del nuovo depuratore di Gonzaga (Mantova): 2.300.000  euro; la realizzazione rete idrica nel centro abitato – 1° lotto e completamento acquedotto di Pegognaga (Mantova); il rifacimento del collettore fognario terminale e collettamento scarichi non trattati di Gambolò (Pavia); la realizzazione del collettore fognario di Castione Andevenno (Sondrio); i lavori di separazione acque bianche nei Comuni di Tirano, Villa di Tirano, Bianzone e Teglio.

Fonte: www.e-gazette.it

 

 

Acqua, Lombardia, la Regione approva interventi per 38 milioni

15 dicembre 2013 News 0

 

 

Approvati dalla Giunta regionale della Lombradia interventi per un totale di oltre 38 milioni di euro nel campo delle risorse idriche. “Opere essenziali per migliorare la qualità delle acque lombarde e per evitare le procedure di infrazione comunitaria pendenti sulla Lombardia”. Così l’assessore all’Ambiente, Energia e Sviluppo sostenibile Claudia Maria Terzi, a commento della delibera di programmazione degli interventi nell’ambito dell’Accordo di Programma Quadro “Tutela delle acque e gestione integrata delle risorse idriche”. Verranno realizzati 58 nuovi interventi, di cui 35 relativi al settore collettamento/depurazione e 23 riguardanti l’approvvigionamento di acqua potabile e il potenziamento delle reti.

“Oltre 22 milioni di euro provengono dalle casse di Regione Lombardia – spiega l’assessore – e sono stati recuperati grazie a risparmi su altri progetti e alla riprogrammazione di altri interventi. Il resto, che ammonta a quasi 16 milioni, è rappresentato dalla quota di cofinanziamento messa a disposizione dalle Autorità

d’Ambito.

“Fra i progetti più consistenti si segnalano l’ampliamento dell’impianto di depurazione di Flero (Brescia); il collettore fognario di Sergnano-Pianengo (Cremona); l’adeguamento dell’impianto di depurazione di Lodi; il 2° lotto a Borghetto Lodigiano (Lodi): 2.123.990 euro; la realizzazione di un impianto di trattamento a Cavacurta (Lodi); la realizzazione del nuovo depuratore di Gonzaga (Mantova): 2.300.000  euro; la realizzazione rete idrica nel centro abitato – 1° lotto e completamento acquedotto di Pegognaga (Mantova); il rifacimento del collettore fognario terminale e collettamento scarichi non trattati di Gambolò (Pavia); la realizzazione del collettore fognario di Castione Andevenno (Sondrio); i lavori di separazione acque bianche nei Comuni di Tirano, Villa di Tirano, Bianzone e Teglio.

Fonte: www.e-gazette.it

 

 

Bollette dell’acqua meno care in Puglia, firmato accordo Anci e AQP

14 dicembre 2013 News 0

 

 

 

La Regione Puglia ha siglato un’intesa con l’Autorità idrica Pugliese, Anci e Acquedotto Pugliese, che consente di restituire alle fasce più disagiate della popolazione, attraverso le prossime bollette, una serie di rimborsi relativi alle annualità 2012 e 2013 e di abbattere significativamente le bollette per il 2014.
“In tempi di crisi drammatica – ha proseguito Vendola – consentiamo a decine di migliaia di famiglie di respirare un po’di più. Facciamo un’operazione che ha il significato di immaginare l’acqua come un diritto che va esercitato, indipendentemente dalle condizioni economiche. Non può essere un diritto dei ricchi, ma un diritto di tutti: l’acqua, elemento per la vita. Contemporaneamente – ha aggiunto il presidente – l’Aqp e la Regione Puglia non fanno un passo indietro, dal punto di vista degli investimenti, sulle opere necessarie per migliorare la rete acquedottistica, ma al contrario anche quest’anno implementano le risorse che serviranno ad aprire i cantieri e migliorare il servizio idrico integrato”.
Secondo Paolo Perrone, sindaco di Lecce e presidente dell’Autorità Idrica della Puglia potranno beneficiare del bonus idrico sessantamila famiglie pugliesi; lo sgravio vale per il 2013, ma avrà anche un effetto retroattivo per il 2012. Il rimborso annuale, a seconda delle fasce di reddito, varierà tra i 40, 69 e 128,47 euro a famiglia (tariffe 2012) e tra i 42,72 e i 134,89 euro (tariffe 2013). In tutto saranno messi a disposizione circa 13 milioni e mezzo per il 2012 e altrettanti per il 2013.
“È una delle poche occasioni – ha sottolineato Paolo Perrone – nelle quali si decide di far ricorso ad un bonus in maniera retroattiva destinandolo ad una parte significativa della popolazione. Grazie a questo beneficio veniamo incontro ad una fetta di cittadini che si
trovano in condizioni disagiate.”

Fonte: www.e-gazette.it