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Antitrust: meno discariche e più concorrenza nella raccolta differenziata.

Accrescere la concorrenza nella gestione rifiuti, polverizzata storicamente dal localismo delle amministrazioni locali, eliminare il ricorso alle discariche, aumentare la raccolta differenziata dei rifiuti, favorendo il riciclo e la termovalorizzazione e riformare il sistema consortile per la raccolta degli imballaggi imperniato sul monopolio sostanziale del Conai. È quanto propone l’Antitrust nell’indagine conoscitiva sul mercato della gestione del rifiuti urbani, avviata in seguito a diverse segnalazioni sulle criticità del settore.

Ecco i punti principali emersi dall’analisi e le possibili soluzioni.

Il mercato dei rifiuti è costituito da imprese “micro”, ma con poca concorrenza. In particolare, sembra emergere un quadro critico plasmato dallo storico localismo delle amministrazioni comunali che ha determinato una struttura polverizzata di mercato, con un gran numero di operatori di piccole dimensioni, il frequente ricorso all’affidamento del servizio in via diretta e senza gara (il cosiddetto in-house providing) e una durata degli affidamenti eccessivamente lunga.

Da segnalare anche un eccessivo ampliamento della privativa comunale, nonché la gestione delle fasi a valle della raccolta attraverso la cosiddetta “gestione integrata” dell’intero ciclo dei rifiuti.

Il quadro presenta poi una regolazione (in buona parte locale) molto restrittiva dell’accesso ai mercati del trattamento meccanico-biologico (Tmb) e della termovalorizzazione dei rifiuti indifferenziati, che ha determinato una significativa sotto-capacità impiantistica.

Resta ancora eccessivo il ricorso alla discarica. Secondo le stime elaborate nell’Indagine, se non dovesse aumentare la raccolta differenziata servirà un incremento di almeno il 50% della attuale capacità di termovalorizzazione per far fronte al fabbisogno nazionale.

 

 

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